Dall'estero

Dal 1 maggio in Scozia si applica il prezzo unitario minimo (MUP) per gli alcolici. La nuova legislazione, infatti, fissa un prezzo minimo di 50 penny (circa 70 centesimi) per unità di alcol, considerando come unità 8 grammi di alcol. I prezzi minimi, quindi, vengono stabiliti a seconda della graddazione alcolica della bevanda.

 

Chiunque abbia la licenza per servire alcolici nel paese - nei negozi, nei bar e nei ristoranti - dovrà seguire le nuove leggi sui prezzi, il che significa che una bottiglia di vino non può essere venduta a meno di 4,69 sterline, una confezione da quattro lattine da 500 ml per meno di 4 sterline e una bottiglia di whisky per meno di 14 sterline. E' l'applicazione della legge approvata per la prima volta nel 2012. Da quella data, tuttavia, la legge era stata contestata in tribunale dalla Scotch Whisky Association (SWA) che ha perso il ricorso definitivo alla Corte Suprema nel novembre 2017. I ministri scozzesi sostengono che un prezzo minimo aiuterebbe ad affrontare il "rapporto malsano con i drink" della Scozia, grazie all'aumento dei prezzi degli alcolici a buon mercato. Il governo ha affermato che i prezzi precedentemente bassi dell'alcol erano "inaccettabili", poiché le persone nel Paese potevano superare le linee guida sui limiti alcolici di 14 unità a settimana per sole 2,50 sterline, con alcune bevande alcoliche a basso costo ma ad alta gradazione. Lo stesso acquisto ora costerebbe almeno 7,50 sterline.

Tuttavia, è improbabile che i pub, i bar, i club e i ristoranti siano particolarmente colpiti, dato che i prezzi praticati sono superiori al minimo richiesto. Il MUP, tra l'altro, non è una tassa e le entrate aggiuntive generate dai prezzi più alti andranno al rivenditore. La legge comunque ha una "clausola di caducità" che significa che se i ministri decidessero che la misura non ha funzionato, il MUP terminerà automaticamente dopo sei anni.

"A nostro avviso non c'è ragione di intervenire sulle modalità di consumo – commenta Federvini – legiferando sull'aspetto più delicato, ovvero il prezzo al consumo. Appare una misura sbagliata e sproporzionata rispetto al vero obiettivo, incidere sui consumi smodati. Nonostante diverse opposizioni la norma è passata al vaglio di Bruxelles ed ora, con la situazione di Brexit in atto, potrebbe diventare la ragione per indurre anche l'Irlanda a adottare misure sulla stessa lunghezza d'onda". 

Cina prima al mondo per produzione di uve, all'Italia il primato del vino

21-11-2018 | Studi e Ricerche

La Cina, con 13,7 milioni di tonnellate nel 2017 è...

La produzione alimentare rallenta la crescita. Export: i numeri di vino, spiriti e aceti

20-11-2018 | News

La produzione alimentare ha perso velocità, con un +1,2% su...

Al via le terza Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Dedicata alla Dieta Mediterranea

20-11-2018 | Arte del bere

E' dedicata al tema della Dieta Mediterranea, la terza edizione...

Sulle etichette del vino europeo torna l'origine delle uve

20-11-2018 | News

La Commissione ha rettificato il testo del regolamento sul vino...

Nel Lancashire anche la Chiesa produce il proprio Gin (a fin di bene)

20-11-2018 | Arte del bere

Il Ginnaissance (il Rinascimento del Gin) ha un nuovo -...

Borgogna: asta record di Christie's per l'Hospices de Beaune

19-11-2018 | Estero

Un nuovo record per l’annuale asta curata da Christie’s in...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini.

Please publish modules in offcanvas position.

Iscriviti alla newsletter di Federvini!

Riceverai una mail per confermare la tua iscrizione.