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I futuri amanti del vino potrebbero essere in grado di mangiare le bottiglie dopo averne bevuto il contenuto. Bottiglie, ovviamente, ricevute via drone. E' quanto suggerisce un rapporto sul futuro del vino, pubblicato da Armit Wines in collaborazione con una futurologa del cibo. Il celebre distributore britannico di vino - recentemente acquisito dal francese InVivo Group, ndr - ha voluto festeggiare il suo trentesimo compleanno guardando al futuro, e ha così commissionato alla futurologa del cibo, Morgaine Gaye, uno studio per vedere come potremmo goderci il vino nei prossimi trent'anni. Ecco alcune delle previsioni di Gaye.

Consegna via drone

Grazie alle tante app che promettono la consegna in due ore, questa sarà ancora più veloce con l'introduzione dei droni, secondo il rapporto di Armit. "L'erogazione istantanea di vino tramite droni diventerà la norma, con rivenditori in grado di depositare i prodotti presso specifici siti di droni locali pronti alla consegna". Del resto, i droni non sono estranei al mondo del vino, visto che già vengono utilizzati nei vigneti a scopo di monitoraggio. Mentre Amazon ha già iniziato a lavorare sul suo progetto 'Prime Air', che mira a creare un servizio di droni in grado di consegnare determinati beni - fino a 2,2 kg - ai clienti entro 30 minuti, a seconda della loro posizione.

Senza etichetta

In un certo senso, è già iniziato con l'introduzione di codici QR sulle etichette e, più recentemente, con video promozionali in realtà aumentata tramite app. "I brand produrranno bottiglie senza etichette che gli smartphone potranno scansionare per ottenere informazioni dettagliate su come, quando e dove sono state prodotte", secondo il rapporto di Armit. Treasury Wine Estates, per esempio, ha recentemente lanciato il vino rosso "The Banished" con il marchio "19 Crimes" rivolto a uomini tra i 18 ei 34 anni. Ciò include un'app mobile che attiva una funzione di realtà aumentata quando la fotocamera del telefono è puntata verso la bottiglia.

Bere meno, ma meglio

Secondo Armit e Gaye, è probabile che la decisione di "bere meno, ma meglio" andrà aumentando. "I consumatori berranno meno alcol, ma godranno di prodotti di qualità migliore e realizzati localmente. Inoltre, tenderà a diminuire l'abitudine di bere da soli per rilassarsi. Le abitudini di consumo invece saranno dettate da una crescente "sharing society", che si concentra maggiormente sulla cucina collaborativa, la coltivazione fai-da-te del cibo e cene in comune".

Distributori automatici di vino

Il rapporto prevede che l'alcol sarà acquistabile dai distributori automatici, utilizzando la tecnologia di riconoscimento dell'iride per verificare che gli acquirenti siano maggiorenni. "La macchina registrerà persino le preferenze personali, per formulare raccomandazioni per potenziali acquisti futuri", si legge nelle previsioni.

Bottiglie di zucchero

Nel tentativo di adottare opzioni più rispettose dell'ambiente, saranno esplorate anche nuove opzioni di imballaggio. E queste includono "bicchieri compostabili e non di plastica, fatti con amido di mais", afferma il rapporto. Potremmo persino vedere bottiglie commestibili, fatte con un sostituto dello zucchero, come l'isomalto, sempre secondo il report. E, perché no, anche bicchieri per il vino.

Altre indicazioni citavano invece la tendenza verso vini artigianali e quelli aromatizzati alla frutta o dai profili insoliti. "I futuri bevitori di vino saranno consumatori molto più colti che desiderano qualità e punti distintivi unici, in termini di sapori e confezioni dei prodotti – ha affermato Gaye –. Saranno interessati alla provenienza e ai dettagli 'trasparenti' dei prodotti, a profili di gusto insoliti e alle bottiglie ecologiche, che sono un argomento di conversazione durante la condivisione del vino".

 

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