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C’è chi dice che la musica possa aiutare le mucche a fare più latte ma che riesca a cambiare l’aroma di un whisky nessuno si era azzardato ad affermarlo. Almeno non prima che la rock band americana Metallica avviasse una richiesta di brevetto per un processo di “affinamento” a base di musica per il loro Blackened, whisky in vendita a più di 50 dollari a bottiglia.

Ma andiamo con ordine. I Metallica non sono i primi artisti a produrre uno spirit (basta pensare alla più che celebre tequila di George Clooney) e nemmeno gli unici rockers: sono in compagnia di Rolling Stones, Kiss, Iron Maiden, Motorhead e ACDC.

Sono stati certamente i primi però a voler brevettare un metodo di affinamento a base di musica.

Si tratta di una sorta di “potenziamento sonoro” (lo hanno chiamato Black Noise) che apparentemente modella l’aroma del whisky. In sostanza i Metallica hanno registrato una playlist speciale dei loro pezzi: i diversi pezzi sono associati ai differenti lotti di whisky durante il processo di distillazione. La musica “smuove” molecolarmente il whisky all’interno della botte agendo attraverso le vibrazioni musicali (alti e bassi) e intensifica l’interazione tra il legno e il distillato. Secondo alcuni esperti il risultato è un whisky più ricco e con aroma più intenso e profondo.

Il procedimento è stato messo a punto con lo storico master distiller Dave Pickerell che li ha seguiti dall’avvio del progetto lo scorso anno. Scomparso Pickerell, oggi la Sweet Amber Distilling Co è seguita da John Bilello.

Il whisky Blackened prende il nome da una canzone dei Metallica contenuta nell’album del 1988 Justice for All. Ogni lotto di 5000 bottiglie di Blackened American Whiskey è accompagnato dalla playlist a blackenedwhiskey.com e su Spotify.

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