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Il taglio delle tasse annunciato dal governo marcia a passo spedito e dal primo gennaio del 2016 non si pagheranno più l'Imu e l'Irap agricole. A dirlo, in occasione della giornata nazionale dell'agricoltura organizzata da Coldiretti a Expo Milano 2015, è stato il premier Matteo Renzi. "Dal prossimo anno, abbiamo chiuso ieri la discussione, l'Imu agricola verrà cancellata", ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo che "dal primo gennaio via anche l'Irap agricola. Abbiamo trovato le coperture ieri, sarà nella legge di stabilità".

Nel confermare che dal prossimo anno i cittadini non pagheranno più la Tasi sulla prima casa, Renzi ha assicurato che questa sforbiciata delle tasse non avrà alcun impatto sui Comuni, ai quali andranno trasferimenti compensativi.

"Come dicono a Roma", ha detto scherzando il premier, "ci mettiamo a paro".

Il taglio delle tasse annunciato dal governo marcia a passo spedito e dal primo gennaio del 2016 non si pagheranno più l'Imu e l'Irap agricole. A dirlo, in occasione della giornata nazionale dell'agricoltura organizzata da Coldiretti a Expo Milano 2015, è stato il premier Matteo Renzi. "Dal prossimo anno, abbiamo chiuso ieri la discussione, l'Imu agricola verrà cancellata", ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo che "dal primo gennaio via anche l'Irap agricola. Abbiamo trovato le coperture ieri, sarà nella legge di stabilità".

Nel confermare che dal prossimo anno i cittadini non pagheranno più la Tasi sulla prima casa, Renzi ha assicurato che questa sforbiciata delle tasse non avrà alcun impatto sui Comuni, ai quali andranno trasferimenti compensativi.

 

"Come dicono a Roma", ha detto scherzando il premier, "ci mettiamo a paro".Renzi ha voluto parlare anche dell'immagine del Paese. "L'Italia", ha detto, "è leader nel mondo per fascino e qualità di prodotti, ma deve imparare due cose: organizzarsi meglio al suo interno, questo è un compito che spetta al governo, e comunicare meglio quello che fa. Se nel mondo c'è una richiesta di prodotti italiani per novanta miliardi di euro e il nostro export arriva solo a 35 miliardi, vuol dire che non stiamo comunicando ciò che è l'Italia. Nel mondo c'è fame di Italia, non credete ai gufi. Quando sono andato a New York per gli US Open di tennis, quella è stata una gigantesca opportunità di comunicazione per il Paese e non si fanno polemiche all'interno".

 

Citando poi lo slogan scelto dalla Coldiretti, il premier ha spiegato che "se dobbiamo litigare in politica, a me va bene. Ma dobbiamo imparare a dire che essere forza amica del Paese significa dire basta sputare addosso alla nostra Italia. La forza amica del Paese riguarda l'Italia. L'Expo, per esempio, è un tentativo di dire al nostro Paese ti voglio bene. Bisogna parlare bene dell'Italia, altrimenti non vinciamo nessuna battaglia, soprattutto all'estero.

Quando in passato andavamo a sederci ai tavoli intercontinentali c'erano tante persone che credevano fosse figo parlare male del nostro Paese. Bisogna avere il coraggio di passare dai mugugni alle proposte. Non serve dire sempre no", ha aggiunto Renzi. "Bisogna fare anche delle proposte. Penso per esempio ad Expo e a quando in molti dicevano che sarebbe stato un insuccesso e invece sabati scorso ci sono stati oltre 240 mila visitatori".

Renzi ha anche voluto lanciare un messaggio al mondo della finanza, spiegando che serve "un approccio diverso anche per il mondo del credito". In particolare, rivolgendosi al presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, seduto in platea, il premier ha chiesto "un ruolo più forte anche da parte della Cdp", di cui l'ente milanese è uno dei principali azionisti privati. "A me è rimasto sul gozzo il modo in cui ci siamo fatti scivolare l'operazione Parmalat ?. Serve un disegno organico del Paese; vale per il latte e per tutto il settore agroalimentare", ha proseguito il premier.

L'ultima parte del discorso Renzi la dedica all'Europa. "L'Ue non è tale se pensa solo a farci le pulci ai bilanci e poi chiude gli occhi sui bambini che muoiono nelle stive delle navi", ha detto. Parlando del caporalato, e in particolare di quello bianco presenti in diversi paesi del Vecchio Continente, Renzi ha spiegato che "o l'Ue diventa una casa fatta di regole comuni o non è Europa. Sul caporalato non possiamo stare a guardare per questo prendiamo un impegno come governo: speriamo che non ci sia bisogno di un decreto legge ma se ce ne fosse bisogno, utilizzeremmo anche questo strumento".

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