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Pene più severe per i reati agroalimentari, ma soprattutto un fronte comune Coldiretti e Federalimentare per combattere le agromafie (un business che ha toccato quota 15 miliardi) e preservare la qualit e l'eticit del made in Italy agroalimentare. Oggi in occasione della presentazione del 3 rapporto sui crimini agroalimentari firmato da Eurispes, Coldiretti e l'Osservatorio sulla criminalit nell'agricoltura e sul sistema
agroalimentare (promosso dall'organizzazione agricola e guidato da Giancarlo Caselli) si sono registrate importanti aperture, sia da parte del governo che da quello del mondo imprenditoriale. La Coldiretti per la terza volta ha acceso i riflettori su un fenomeno, ha detto il presidente dell'organizzazione agricola Roberto Moncalvo, che r ischia di tarpare le ali a un settore, quello agroalimentare, su cui si appuntano molte speranze per un rilancio del sistema economico. Mettere a rischio la reputazione del cibo italiano un danno – ha ribadito Moncalvo – che non si recupera.

Il sole 24 ore.com

 

Pene più severe per i reati agroalimentari, ma soprattutto un fronte comune Coldiretti e Federalimentare per combattere le agromafie (un business che ha toccato quota 15 miliardi) e preservare la qualit e l'eticit del made in Italy agroalimentare. Oggi in occasione della presentazione del 3 rapporto sui crimini agroalimentari firmato da Eurispes, Coldiretti e l'Osservatorio sulla criminalit nell'agricoltura e sul sistema
agroalimentare (promosso dall'organizzazione agricola e guidato da Giancarlo Caselli) si sono registrate importanti aperture, sia da parte del governo che da quello del mondo imprenditoriale. La Coldiretti per la terza volta ha acceso i riflettori su un fenomeno, ha detto il presidente dell'organizzazione agricola Roberto Moncalvo, che r ischia di tarpare le ali a un settore, quello agroalimentare, su cui si appuntano molte speranze per un rilancio del sistema economico. Mettere a rischio la reputazione del cibo italiano un danno – ha ribadito Moncalvo – che non si recupera.

Il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, ha precisato che molte aziende partecipano all'Osservatorio Coldiretti e che su questi temi non sono possibili dei distinguo tra agricoltura e industria. Scordamaglia ha sottolineato infatti che senza agricoltura l'industria non esiste e che sul fronte della difesa della sicurezza il sistema in prima linea. Sono infatti 2,5 miliardi di euro i controlli che le industrie effettuano ogni anno. Il numero uno di Federalimentare ha invitato la Coldiretti ad azioni congiunte e a portare avanti quelle battaglie (come per esempio l'etichetta supertrasparente) che in passato hanno creato contrapposizioni in ambito europeo. Per evitare poi che la legislazione nazionale sia chiamata a rimediare a errori negoziali a Bruxelles con un impatto diverso da quello della normativa comunitaria. Un esempio. La nuova etichetta entrata in vigore il 13 dicembre ha reso falcoltativa l'indicazione dello stabilimento di produzione. Per gli ind ustriali italiani– ha detto Scordamaglia– un vantaggio indicarlo.

Riportarla solo in Italia non sufficiente perch il prodotto di un'industria tedesca che non lo riporta potrebbe essere confuso con il made in Italy. Stesso discorso per la passata di pomodoro realizzata con concentrato, se vietato agli italiani lo deve essere anche ai produttori degli altri paesi.
Antimafia in prima linea contro i reati agroalimentari Un'apertura importante che rafforza il fronte imprenditoriale. E dall'incontro di oggi promosso dalla Coldiretti e al quale hanno partecipato i ministri della Giustizia, Andrea Orlando e delle Politiche agricole Maurizio Martina, il procuratore antimafia Franco Roberti, il procuratore Giuseppe Pignatone, coordinatore dell'inchiesta Mafia capitale , il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Bindi, sono emersi anche impegni concreti per arginare un fenomeno che sta avendo pesanti contraccolpi sull'economia, ma anche sulla sicurezza dei consumatori e sull'immagine del made in Italy. Il ministro della Giustizia ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro specializzato sui reati agroalimentari.
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