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Roma, 1 giu. (Adnkronos) - Dopo un lungo e laborioso confronto con le Regioni il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina è riuscito, nei giorni scorsi, a chiudere l'accordo per definire l'attuazione nel nostro Paese della Politica agricola comune 2014-2020, che vale 52 miliardi di euro. A seguito della riunione del 27 maggio è stato concordato il testo base del Ministero, assumendo le modifiche unitarie proposte dalle Regioni, che hanno portato alla definizione dell'intesa complessiva sul nuovo sistema di pagamenti diretti. Sono state fatte ''scelte di una più equa distribuzione delle risorse'' ed sono stati privilegiati ''il lavoro e i giovani, proprio perché questo settore può essere protagonista del rilancio economico del Paese'' ha commentato Martina a ridosso dell'accordo.

Le principali decisioni assunte hanno riguardato:

-La ripartizione degli aiuti accoppiati, per i quali è stata fissata una quota all'11%, pari a oltre 426 milioni di euro, lasciando il 4% delle risorse al pagamento di base. I settori sui quali sono state concentrate le risorse sono: zootecnia da carne e da latte, piano proteico e seminativi (riso, barbabietola e pomodoro da industria), olivicoltura;

- per incentivare il lavoro giovanile, è prevista la maggiorazione degli aiuti diretti nella misura del 25% per i primi 5 anni di attività per le aziende condotte da under 40, assicurando il livello massimo di plafond disponibile che ammonta a circa 80 milioni di euro;

- i soggetti beneficiari della Pac, con allargamento della ''black list'' ed esclusione dai contributi delle banche, società finanziarie, assicurative e immobiliari;

- si è deciso di applicare una riduzione del 50% dei pagamenti diretti sulla parte eccedente i 150.000 euro del pagamento di base e del 100% per la parte eccedente i 500.000 euro. In tale ambito è stato

valorizzato al massimo il lavoro in quanto dal taglio saranno esclusi i costi relativi alla manodopera, salari stipendi, contributi versati a qualsiasi titolo per l'esercizio dell'attività agricola;

- la definizione della figura dell'agricoltore attivo (uno dei capitoli più spinosi)

- la convergenza, dove si è scelto di considerare l'Italia come Regione unica;

- le misure di sostegno per le aree svantaggiate e di montagna, per le quali è stata individuata una diversificazione delle condizioni per essere considerati agricoltori attivi e un premio differenziato per il latte di montagna.

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