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MILANO (MF-DJ)--Esistono concreti segnali di ripresa di ripresa dell'export della filiera del vino italiana, guidata soprattutto dal mercato americano, russo, cinese, e brasiliano e da una tenuta dei consumi su quello nazionale.

Lo ha affermato in una nota Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini, in occasione dell'inaugurazione della 45 edizione di Vinitaly, 2011. "Dopo un anno non facile, spiega il presidente, nel quale si e' registrata una contrazione dei fatturati delle societa' produttrici di vino di circa il 4,1%, nel 2010, grazie ad un'offerta sempre pire mirata e di alta guarita', il comparto ha recuperato un 5%, che colloca l'intero indotto del vino ad un fatturato complessivo di 10 mld euro". L'export da un lato (+8,5%) e prodotti di grande qualita' dall'altro, sono la chiave per consolidare il prodotto Made in Italy nei mercati di tutto il mondo e per acquistare nuove quote in quelli che sono destinati a divenire il traino nel futuro. "La recente missione condotta dal commissario Europeo Dacian Ciolos in Cina ha confermato le enormi opportunita' per tutta la filiera del vino e dei prodotti italiani, ponendo per tutto l'indotto una significativa sfida" ha ricordato Gancio. Sempre nell'area asiatica, nonostante i drammatici eventi del mese scorso e' ancora presto per registrare contrazioni sul mercato Giapponese che resta ad oggi un mercato importante per l’export Italiano. Solo nel 2010 l'Italia ha esportato in Giappone vini e mosti per un valore di oltre 102 milioni e 300 mila euro.

"I dati del recente rapporto Mediobanca ci confermano che il sistema di produzione italiano, basato su oltre 35 mila produttori ha una patrimonialita' solida e margini di redditivita' in ripresa. Restano significativi i costi della mano d'opera. Trattandosi di produzioni in alcun modo delocalizzabili, il comparto non puo' che assorbirne l'impatto proponendo produzioni sempre pire originali e qualificate, in grado di intercettare segmenti di consumo nuovi" ha concluso il presidente.

 

MF DOW JONES

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