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Lo rivela una ricerca Ispo, svolta per conto di Federvink in Italia si afferma lo stile mediterraneo. Moderazione, qualità e abbinamento di ciò che si beve con del buon cibo: un modello che si contrappone a quello del nord Europa, dove predomina l'amore per l'ebbrezza da alcool. Al primoposto per la tendenza ad eccedere negli alcolici, Germania (29%) e UK (21%), seguite da Francia (16%) e Malta (13%).

   Responsabili sì, ma con il crescere dell'età
Lo rivela una ricerca Ispo, svolta per conto di Federvink in Italia si afferma lo stile mediterraneo. Moderazione, qualità e abbinamento di ciò che si beve con del buon cibo: un modello che si contrappone a quello del nord Europa, dove predomina l'amore per l'ebbrezza da alcool. Al primo posto per la tendenza ad eccedere negli alcolici, Germania (29%) e UK (21%), seguite da Francia (16%) e Malta (13%). Per divertimento, voglia di lasciarsi andare, per scommessa o per dimenticare: ecco i motivi per cui i giovani del nord Europa si danno al "binge drinking", continuando, nella maggioranza dei casi, fino ai 40 anni. Mentre per l'Italia la percentuale è nettamente minoritaria: solo il 6% delta popolazione esagera nel bere e il picco si raggiunge tra i 16 e i 24 anni. Una fascia di età in cui si vive più sregolati, osa che sembra stabilizzarsi già a partire dai 25, quando si inizia a dilazionare il consumo di bevande nel corso della settimana, senza concentrano più in una sera, e ad abbracciare con costanza lo stile del bere mediterraneo. Buon cibo con buon vino, quindi. Senza strafare. I giovani italiani risultano responsabili, ma solo se aspettano qualche anno in più: con il crescere dell'età, riducono il consumo alcolico e lo conciliano con una sana alimentazione. Questione di testa? Probabilmente si, ma non va sottovalutata, sulla cultura dell'alcolico, l'influenza dei modelli cornportamentali, dell'informazione corretta e dello stile di vita assunto dalla famiglia, o dal contesto di riferimento.

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