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“Il Governo ha chiesto agli operatori del comparto vino di alzare l’asticella dell’export, mirando ai 7 miliardi di euro. Possiamo certamente raggiungere questo importante risultato, ma per far questo abbiamo bisogno di una strategia e una politica nazionale che sostenga le necessità della filiera”. Lo ha detto il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, all’Assemblea Generale 2016, nel chiedere a livello di negoziazioni europee “l’inserimento di alcune misure affinché il regolamento per la promozione nei mercati dei Paesi terzi risulti meno rigido e molto più attento alla realtà dei mercati”. Se da una parte i consumi interni presentano un andamento poco dinamico, le esportazioni invece continuano a dare risultati soddisfacenti, confermando il valore del prodotto Made in Italy. Il comparto vinicolo si conferma quello a maggiore vocazione all’export, seguito dalle acquaviti e liquori e dagli aceti. Nel 2015, ha precisato Federvini, l’Italia ha esportato vini e mosti per un valore pari a 5,5 miliardi di euro (+4,8% sull’anno precedente) ed in volume 21 milioni di hl (-2,3%). Gli Stati Uniti sono il mercato extra Ue più premiante con 1,2 miliardi di euro (+13,8%) e 3,2 miliardi di hl (+6,6%). In Europa invece la Germania si conferma primo mercato, seguito dall’Inghilterra. Gli spumanti, ha sottolineato il presidente di Federvini, continuano ad esprimere performance brillanti, segnando un +24,5% in quantità con 512 mila hl ed un + 28% in valore con 194 milioni di euro. Performance positive per gli aceti, che hanno registrato crescita in valore (+1,1%) ed un lieve rallentamento in quantità (-1,4%) con 245 milioni di euro e quasi 1,2 milioni di hl. I vini aromatizzati hanno presentato invece un rallentamento in valore (-12,6% con 148 milioni di Euro) e in volume (-12,3% con 991 mila hl). Contrazione anche per l’export di acquaviti di vino e di vinaccia in valore (-5,3% con 64.000 mila Euro) ed in volume (-1,4% con 76 mila ettanidri). (ANSA).

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