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Martedì, 31 Maggio 2011

Vini Igt a rischio coi nuovi controlli

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Per i produttorei col decreto sulle certificazioni saranno introdotti adempimenti analoghi a quelli Doc Vallarino Gancia: conciliare garanzie e flessibilità- Cresce l' attenzione al consumo moderato

Sulla ripresa del vino italiano pesa l'incognita Igt. Il settore è definitivamente uscito dalle secche del biennio 2008-09. Ma i progressi nell'export (al più 12% messo a segno nel 2010 si è aggiunto il più 15,1% registrato nei primi due mesi del 2011) e i segnali positivi riscontrati negli ultimi mesi anche sul fronte interno rischiano di essere messi in pericolo dalle nuove regole in arrivo sui controlli dei vini a indicazione geografica.

Per i produttorei col decreto sulle certificazioni saranno introdotti adempimenti analoghi a quelli Doc Vallarino Gancia: conciliare garanzie e flessibilità- Cresce l' attenzione al consumo moderato

Sulla ripresa del vino italiano pesa l'incognita Igt. Il settore è definitivamente uscito dalle secche del biennio 2008-09. Ma i progressi nell'export (al più 12% messo a segno nel 2010 si è aggiunto il più 15,1% registrato nei primi due mesi del 2011) e i segnali positivi riscontrati negli ultimi mesi anche sul fronte interno rischiano di essere messi in pericolo dalle nuove regole in arrivo sui controlli dei vini a indicazione geografica. L'allarme è stato lanciato nel corso dell'assemblea di Federvini (la federazione delle industrie dei vini e dei distillati) che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. Infatti, dopo che con il decreto legislativo 61 del 2010 è stato sancito il passaggio per tutti i vini Duo e Docg dai controlli svolti dai consorzi di tutela (che li effettuavano in via sperimentale dal 2001) alle verifiche effettuate da organismi terzi di certificazione, occorreva affrontare il nodo dei vini Igt. Per i vini a indicazione geografica (che coprono circa il 27% della produzione italiana), infatti, in attesa che venisse definito il nuovo assetto, i controlli (concentrati sulla verifica documentale) sono stati svolti in via transitoria dall'Ispettorato per il controllo qualità (Icq). Ora è allo studio del ministero per le Politiche agricole, un decreto che di fatto estenderà anche ai vini Igt i controlli svolti dagli organismi di certificazione. Un'equiparazione ai Doc che rischia di introdurre una serie di adempimenti burocratici a carico delle etichette Igt penalizzando questa tipologia di prodotti che ha fra i principali pregi proprio la flessibilità. «Voglio ricordare - ha detto il presidente di Federvini (riconfermato anche per il prossimo triennio), Lamberto Vallarino Gancia - che gran parte dei successi conseguiti in questi anni dal vino italiano è stata realizzata con i vini a indicazione geografica, perché i loro disciplinari presentano una maggiore versatilità e i loro sistemi di produzione consentono di cogliere meglio le opportunità di contenimento dei costi nella produzione o nella logistica. Ma con le nuove regole - ha continuato Gancia - si rischia di vedere allineata questa categoria ai vini a denominazione d'origine, per i costi che i controlli andranno a generare. In questo modo rischiamo di perdere la grande flessibilità e adattabilità di questi vini ai tempi di richiesta che possono giungere dal mercato». A questo proposito dunque la richiesta di Federvini non è certo quella di non prevedere ì controlli per questa categoria di prodotti «ma attenzione - ha aggiunto Gancia - a tutti quelli che possono rivelarsi inutili orpelli o ulteriori oneri da cui nessuno trae beneficio. Mi auguro che si riesca a individuare una soluzione per offrire garanzie ai consumatori senza però ingessare il settore». Nel corso dell'assemblea di Federvini, inoltre, è stato posto ancora una volta l'accento sul consumo moderato di alcolici tipico dello «stile mediterraneo». Un recente sondaggio realizzato da Renato Mannheimer per Federvini ha messo in evidenza che il 76% dei consumatori italiani ama bere poco ma bene e che ben 1'82% dei consumatori nazionali preferisce bere associare il vino alla buona cucina contro il 70% dei francesi, il 66% dei tedeschi e il 52% degli inglesi. «Segno che le nostre campagne sul consumo moderato - ha concluso Gancia - stanno producendo risultati. E aumenta l'attenzione dei consumatori che seguono stili di vita diversi dallo sballo a tutti i costi che ha i suoi perni nel bringe drinking (bere fino a ubriacarsi) e nell'ultima moda dell'«eyeballing» (versare vodka direttamente negli occhi che assicura un assorbimento e uno sballo più veloci)».

Agrisole 31/5/2011

 

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