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Proseguono le iniziative a tutela dell'Aceto balsamico di Modena e Reggio Emilia dopo l'introduzione della norma slovena che consente la produzione di un aceto balsamico locale in contrasto con le normative Ue..

Ieri il Sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio durante l’audizione in ComAgri, ha assicurato che la questione "è seguita con la massima attenzione" dal Ministero e dal Governo. "L'intento - ha affermato - è quello di tutelare l'intero patrimonio enogastronomico italiano e in particolare i prodotti più rappresentativi del nostro agroalimentare. Per contrastare tale fattispecie, che rischia di danneggiare non solo il comparto dell’Aceto Balsamico di Modena ma tutto il sistema delle DOP e delle IGP italiane, a tutela della denominazione di origine stiamo valutando di attivare, in prima battuta, lo strumento della procedura di contestazione ai sensi dell’articolo 259 del TFUE, coinvolgendo anche le altre amministrazioni competenti". E non è escluso, secondo Centinaio, che il Governo, qualora necessario, presenti un ricorso diretto alla Corte di Giustizia dell'Unione europea. 

Sempre ieri si è tenuta la Conferenza delle Regioni in cui si è discusso anche della questione slovena. "Ci adopereremo - si legge in una nota del coordinatore degli assessori all'agricoltura Federico Caner - affinché siano attivate tutte le iniziative possibili per opporsi all’iniziativa della Repubblica di Slovenia, in particolare tramite l’attivazione della procedura di contestazione prevista dall’art. 259 del TFUE, rendendoci disponibili a supportare le conseguenti azioni che il Governo intenderà promuovere”. Tutti gli assessori - ha detto Caner - sono uniti e d'accordo nell'intraprendere ogni iniziativa necessaria per tutelare l’Aceto Balsamico di Modena e la sua denominazione, così come si sta facendo per il Prosecco.

“La chiara e netta presa di posizione del mondo politico, attraverso l’intervento della Commissione Agricoltura alla Camera e della Commissione Politiche Agricole delle Regioni - ha commentato Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP - è la conferma che il nostro messaggio di allarme sui rischi a cui possono andare incontro tutte le Indicazioni Geografiche registrate se tale norma dovesse passare è stato pienamente recepito. La presa in carico della questione da parte del Ministero è un segnale di grande attenzione a un comparto significativamente rappresentativo del Made in Italy, in un’ottica concreta di sistema-Paese”.

A condurre alla reazione unanime delle istituzioni italiane è stata l’iniziativa legislativa della Slovenia che a luglio ha introdotto nel proprio ordinamento una norma in palese violazione con quanto dettato dall’articolo 24 del Reg. 1151/12 che impegna tutti gli Stati membri a non adottare denominazioni di vendita ambigue, ingannevoli o confondibili con le DOP e le IGP. A fronte della quale la risposta italiana è determinata e chiara a tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, di tutte le denominazioni italiane e del patrimonio culturale, economico e umano che rappresentano. 

 

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