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È possibile produrre vini biodinamici in un’ottica di sostenibilità ambientale, mantenendo i sapori e i gusti della tipicità mediterranea e sviluppando al contempo un marchio di qualità per le Aree Protette, che le renda competitive sui mercati internazionali? Questo è l’obiettivo del progetto OenoMed che punta alla qualificazione e alla promozione di filiere vitivinicole di PMI delle aree protette del Mediterraneo, valorizzando le specificità del territorio e adottando innovazioni green di processo e di prodotto. 

OenoMed è un progetto di cooperazione transfrontaliera sostenuto dal programma Eni Cbc Med, che riunisce 4 Paesi mediterranei, Tunisia, Italia, Francia e Libano attraverso 12 istituti di ricerca, sui temi della vitivinicoltura e delle aree protette. Il Crea partecipa con un team di ricercatori coordinato da Pasquale Cirigliano del Crea Viticoltura ed Enologia. 

La pressione dei consumatori, sempre più consapevoli delle sfide ambientali del settore vitivinicolo, la domanda di vini biologici e di vini cosiddetti “green”, che continua ad aumentare imponendosi sul mercato, e le richieste di politiche verdi stanno orientando i produttori verso modalità organizzative e produttive più ecologiche, spingendo le Pmi del settore a puntare sulla sostenibilità e sulla qualità anche per l’impossibilità di competere in termini quantitativi con le grandi cantine. 

Il progetto aiuterà le Pmi vitivinicole (raggiungendo fino a 7.000 Pmi nei 4 paesi partecipanti) a diventare “verdi”, sostenendole a beneficiare delle qualità e delle caratteristiche naturali uniche delle aree protette del Mediterraneo

Tale sostegno si manifesterà concretamente attraverso l'implementazione di soluzioni tecnologiche e organizzative in grado di migliorare l'efficienza, la qualità e la sostenibilità della produzione con l'obiettivo di costruire reti di imprese mediterranee del settore vitivinicolo e definire strategie commerciali comuni, sfruttando le reti ambientali delle Aree Protette. 

 

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