Dall'estero

Il governo australiano ha deciso di investire 3 milioni di dollari (circa 1,8 milioni di euro) per incrementare la qualità e l'innovazione nel fiorente mercato dei vini a basso contenuto di alcol e senza alcol.

Al sito britannico Decanter il popolare enologo Jamie Saint ha dichiarato che la sovvenzione permetterà di “condurre ricerche con l'obiettivo principale di ottimizzare il sapore e la consistenza in bocca dei prodotti senza e a basso contenuto alcolico, nonché di approfondire le conoscenze dei consumatori e del mercato della categoria".

Nel progetto sono coinvolte le principali aziende produttrici insieme all'Università di Adelaide, all'Australian Wine Research Institute, a Flavourtech, DrinkWise, Tarac Technologies, S. Smith and Son, Danstar Ferment, Mauri Yeast e CHR Hansen.

“Vogliamo posizionare il settore vinicolo australiano come il più grande produttore globale di vini no/low" ha aggiunto Saint.

Secondo i dati degli analisti dell'IWSR, nel 2022 il valore del mercato delle bevande analcoliche ha superato gli 11 miliardi di dollari nei 10 mercati principali del mondo.

L'IWSR prevede che il consumo crescerà del 33% fino a raggiungere 14,67 miliardi di dollari entro il 2026, trainato da adulti attenti alla salute in Germania, Spagna, Stati Uniti, Giappone e Regno Unito.

Tuttavia, i dati IWSR mostrano che la birra rappresenta attualmente circa il 75% del mercato globale delle bevande analcoliche.

Per i produttori di vino è più difficile offrire ai consumatori un'esperienza analoga nei prodotti con o senza alcol, poiché la consistenza dei vini cambia notevolmente.

Una particolare tecnologia sviluppata proprio in Australia rimuove delicatamente l'alcol a basse temperature per proteggere e preservare le delicate e distintive caratteristiche varietali del vino prima dell'imbottigliamento.

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