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In Australia è stato trovato un modo per utilizzare i grappoli d’uva “contaminati” dal fumo dei terribili incendi che spesso devastano il paese. Saranno usati per creare liquori come brandy e gin. Simon Tolley Wines di Adelaide Hills - riporta il sito britannico Decanter - ha aderito a un progetto di ricerca specifico che fa parte di un'indagine più ampia condotta presso l'Università di Adelaide in merito agli effetti del cambiamento climatico sulla produzione di brandy in Australia,

I primi liquori "stanno invecchiando lentamente nella cantina dell'Università" e saranno pronti per il campionamento all'inizio del 2022, affermano i ricercatori.

Simon Tolley Wines, che ha ricostruito la sua azienda vinicola dopo aver subito danni da incendio nel dicembre 2019, ha donato alla ricerca tutte le sue uve “affumicate”. Se i primi campioni saranno soddisfacenti i primi alcolici potranno essere già in vendita l'anno prossimo.

"Speriamo di poter lanciare un brandy o un gin aromatizzato al fumo in circa 12 mesi", ha affermato Simon Tolley, viticoltore ed enologo di quinta generazione che ha perso l'intero raccolto nell'incendio del 2019.

Ma non è l’unico produttore ad aver conferito uve per il progetto di ricerca. Nel maggio 2020 Archie Rose Distilling Co ha lanciato "Hunter Valley Shiraz Spirit", un'acquavite prodotta con uve affumicate recuperate dai vigneti della Hunter Valley.

In California, Hoopes Vineyard nella Napa Valley ha collaborato con il mastro distillatore del Kentucky Marianne Barnes per creare brandy sempre da uve contaminate dal fumo. 

Photo credit: James Dimas Unsplash

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