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La Barbera festaeggia i primi 10 anni da Docg. Doc dal 1970, Docg dal 2008, la Barbera d’Asti il 2 marzo ha celebrato la Denominazione di Origine Controllata e Garantita con un evento al castello di Costigliole d’Asti, sede del Consorzio di tutela. Una denominazione fondamentale per il Piemonte, già presente nella storiografia dal 1512, e che nell’ultimo decennio ha fatto registrare un incremento costante, arrivando a toccare quota 21 milioni di bottiglie per un valore del comparto di oltre 100 milioni di euro. Di queste oltre la metà è stata esportata nel mondo; i mercati più gettonati Nord Europa, Nord America e Canada. Nel 2017, erano 4.129 gli ettari rivendicati a Barbera, in costante crescita dal 2014.  “Il vero, grande valore aggiunto della Barbera d’Asti resta l’elevatissima qualità della produzione, frutto di una selezione sempre più attenta a partire dal vigneto – ha sottolineato il presidente Filippo Mobrici – ricordando anche come in questo periodo il Consorzio abbia visto lievitare il numero dei soci: dai 175 del 2014 agli attuali 338. Ma quello che i numeri dicono solo in parte è il valore di un comparto, 11mila gli ettari tutelati dal Consorzio della Barbera, che si riflette anche sulla promozione del  territorio. Durante il convegno “10 anni di qualità garantita”il Consorzio ha presentato i dati di imbottigliamento e vendemmia 2018 e il piano di comunicazione 2019, per poi passare la parola ad esperti e studiosi: sono intervenuti Nicola Lucifero, docente di Diritto agrario e Diritto agroalimentare dell’Università di Firenze, Michele Antonio Fino, professore associato di Fondamenti del diritto europeo e direttore del Master in wine culture communication and management all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Mario Fregoni, presidente onorario dell’OIV, Vincenzo Gerbi, professore ordinario di Enologia all’università di Torino e Giorgio Calabrese, presidente del Comitato nazionale Sicurezza Alimentare.

La giornata si è conclusa con una degustazione verticale di Barbera d’Asti sotto la guida di Ian D’Agata, esperto di fama internazionale, diventato il testimonial della Barbera d’Asti con una serie di iniziative che lo hanno portato a promuovere anche le piccole grandi Doc dell’Astigiano. “Stiamo lavorando ad una serie di iniziative promozionali anche per il 2019, a partire ovviamente da una massiccia presenza dei nostri vini e dei nostri produttori al prossimo Vinitaly di Verona – concludono i vicepresidenti Lorenzo Giordano e Stefano Chiarlo – e non ci fermiamo solo alla partecipazione ai più importanti saloni del vino italiani e internazionali. È il caso di iniziative collegate alla ristorazione, ma anche al mondo dello sport o della cultura. Siamo diventati l’emblema e il marchio di garanzia di un territorio che ha ancora grandi potenzialità di crescita". 

“Non a caso - continua Mobrici - ci sono sempre più grandi firme dell’enologia di qualità, albesi in primis, che vogliono investire sui nostri terreni. E il prezzo di acquisto delle terre da vino, nell’Astigiano, è cresciuto esponenzialmente in questi ultimi tempi arrivando a toccare quota 100mila euro per un ettaro di Barbera d’Asti”.

Confermato l'incarico al Consorzio di tutela Cerasuolo

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