Studi e Ricerche

Lunedì, 11 Giugno 2018

Calano i consumi di vino in Belgio. Complici aumenti fiscali e campagne anti-alcol

di Teresa Capodimonte

La pressione fiscale sale e i belgi rinunciano a una buona parte dei consumi di vino. Oppure, scelgono opzioni meno costose, per esempio preferendo il Cava allo Champagne. E' la fotografia dell'ultimo report di Wine Intelligence sul Paese. L'aumento delle accise sul vino, introdotte dal 2015 e trasferita sui consumatori, ha portato a un inevitabile calo dei volumi venduti. Complice anche il fatto che molti, per ovviare ai rincari, hanno preferito fare acquisti nei Paesi limitrofi che offrivano prezzi più convenienti. E forse i rincari sono anche il motivo del recente successo del Cava a scapito dello Champagne, che perde uno dei suoi mercati-roccaforte. A impattare sui consumi è intervenuto anche il Governo belga con la campagna "Tournée Minérale" che promuove un mese senza alcolici e che potrebbe aprire la strada ai vini a più bassa o nulla gradazione alcolica. Ma non così aperta da portare fino alla sperimentazione di novità, quali il vino blu o simili. Dall'indagine, infatti, emerge che i cosumatori belgi sono curiosi verso le scoperta di nuovi territori e nuove denominazioni, purché non si sconfini nell'innovazione non convenzionale.

Le preferenze dei Millennials

Analizzando i consumatori si scopre che i wine lovers più giovani (tra i 18 ed i 24 anni) hanno più consapevolezza sul valore dei soldi, ma sono anche quelli che bevono vino con minor frequenza, l’81% di loro dice di apprezzare il Cava, il 69% i rosati, mentre tra le varietà vince il Sauvignon Blanc (58%). Per loro l'etichetta è importante (55%), mentre il 45% ammette di non conoscere abbastanza sul vino, specie sui diversi terroir dei Paesi produttori. Comunque, la quasi totalità (94%) ama bere vino al ristorante, con il 39% di loro che sceglie senza alcun pregiudizio bottiglie con tappi diversi dal sughero.
Tra le tipologie preferite dai belgi, i bianchi hanno retto meglio all'involuzione del mercato rispetto a rossi e spumanti. Tra i più amati è lo Chardonnay, scelto negli ultimi 6 mesi dal 63% dei wine lovers, seguito dal Pinot Grigio (46%) e dal Sauvignon (45%). Al quarto posto il Riesling (29%) e a seguire Gewurztraminer (20%), Chenin Blanc (13%), Moscato (in calo, dal 18% del 2013 al 12% del 2018) e Viognier (8%).

Accordo Agcom e Iap contro il far-west delle comunicazioni commerciali

22-06-2018 | News

Maggiori controlli sulla comunicazione commerciale, anche on line. E' il...

Al via da oggi i dazi supplementari su Whisky e Bourbon made in Usa

22-06-2018 | News

Scattano da oggi i dazi supplementari su alcuni prodotti originari degli...

Dal Barocco al Liberty con il Cerasuolo di Vittoria

22-06-2018 | Itinerari

Dalle città barocche della Val di Noto, patrimonio dell'Unesco, fino...

Aromi freschi per il cocktail? Si coltivano direttamente in cucina con l'idroponica

20-06-2018 | Arte del bere

Menta, rosmarino, basilico... da oggi è possibile avere le erbe...

La "Dolce Vita" tra sei anni crescerà all'estero del 75%. Siamo pronti?

20-06-2018 | News

Quali prospettive di sviluppo ci sono per i prodotti belli...

‘BarberatoBe’, Barbera d’Asti e Vini del Monferrato si presentano ai buyer esteri

19-06-2018 | Estero

Un modo di essere, di presentarsi e dialogare con compratori...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini

Please publish modules in offcanvas position.