Nella Ue su qualsiasi bevanda alcolica viene applicata un’accisa, diversa da Stato membro a Stato membro. Nel 1992, agli albori della strutturazione normativa del mercato unico, con grandi contrasti e discussioni, furono adottate un insieme di direttive che riguardarono la struttura, le modalità di applicazione delle accise, il sistema di circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa ed il livello minimo per ciascuna categoria di bevanda alcolica sottoposta ad accisa. Allora furono individuate quattro categorie: le bevande fermentate (consentendo che i prodotti spumanti fossero soggetti ad un’accisa differente), i prodotti intermedi (categoria costituita soprattutto da vini liquorosi, vini aromatizzati e Vermouth), l’alcol etilico e gli Spiriti, ed infine la birra.

A più riprese vi sono stati tentativi di modificare quell’impianto, soprattutto per rimuovere l’accisa minima pari a zero prevista per la categoria delle bevande fermentate: tutti i tentativi sono andati a vuoto visto che in materia fiscale l’Unione europea può decidere solo con il voto unanime, già difficile nell’Europa a 16 che adottò quelle norme, ancor più difficile nell’Unione di 28 Stati membri. Il quadro in essere attuale è stato fotografato dalla direzione generale TAXUD della Commissione europea, nelle slide che riportiamo.

Rispetto al valore minimo di ogni categoria, indicato in ogni slide, si può vedere dove gli Stati membri abbiano collocato l’asticella (per comodità di comparazioni i valori nazionali sono tutti convertiti in euro). Per i prodotti fermentati, categoria in cui si ritrovano i vini tranquilli e frizzanti, 14 stati membri su 28 hanno mantenuto l’accisa zero mentre i livelli più elevati li troviamo in Finlandia, Irlanda, Svezia e Regno Unito. Per i vini spumanti si riducono a 8 i paesi che applicano un’accise pari a zero; mentre si confermano l’Irlanda, la Finlandia, UK e Svezia i paesi con tassazioni più elevate. Per i prodotti intermedi: apparentemente più omogenea la distribuzione dei livelli di accisa nei 28 paesi, ma ancora una volta l’Irlanda, la Finlandia, la Svezia e il Regno Unito presentano i picchi decisamente più alti. Infine per gli Spiriti: anche in questo caso escludendo la Finlandia, l’Irlanda, la Svezia e il Regno Unito, la distribuzione dei restanti livelli, pur nel loro valore medio elevato, mantengono una certa coerenza. Da notare infine che le colonne dei singoli istogrammi non sono mai 28, cioè uno per ciascun Paese. Infatti, a seconda delle categorie fiscali troviamo che alcuni Stati all’interno della stessa famiglia fiscale, applica aliquote distinte per talune tipologie di prodotto. Queste differenze sono minime ad esempio in Danimarca per i vini e i vini di frutta anche spumanti (non così in Irlanda); mentre diventano ben rilevanti nel caso degli Spirti in Francia con le aliquote agevolate per i Rum dei territori d’oltremare.

Nei prossimi mesi torneremo sull’argomento perché i servizi della Commissione potrebbero adottare prima dell’estate una proposta di modifica della direttiva sulle strutture per introdurre alcune modifiche sui livelli di tassazione e sulla gestione amministrativa delle accise per i piccoli produttori. In quell’occasione potrebbero essere riconsiderate anche le soglie minime di gradazione per alcune agevolazioni fiscali per la birra.

accise vini fermi grafico.002

accise

accise2

accise3

Addio ai 100/100 di Parker: la Cina adotta un nuovo rating nazionale per i vini

12-12-2018 | News

Nuovo sistema di rating per il vino in Cina. Annunciato...

Tokyo: sono "vini giapponesi" solo quelli prodotti con uve locali

12-12-2018 | Estero

Il 30 ottobre 2018 è entrato in vigore il regolamento...

Nota dell'Agenzia delle Dogane sul pagamento delle accise

12-12-2018 | Normative

L’Agenzia delle Dogane ha diramato una nota con la quale...

Istat: il Verdicchio traina l'export delle Marche

12-12-2018 | News

Vino driver delle esportazioni. Succede alle Marche, grazie al Verdicchio...

Italian Wine & Food Institute: import di vini in Usa ancora in calo (ma brilla il Rosé)

12-12-2018 | News

Continua la fase di contrazione delle importazioni vinicole Usa che hanno fatto...

Cina: verso il superamento del certificato per vini e spiriti

11-12-2018 | News

Sta per avviarsi verso una decisione definitiva il confronto tra...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini.

Please publish modules in offcanvas position.