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La Cina ha il primato delle vendite online di alcolici. Un mercato che vale - secondo un recente rapporto dell’IWSR (International Wines and Spirits Record) - 6,1 miliardi di dollari, quattro volte quello statunitense.

Il rapporto, ‘A strategic roadmap for alcoholic beverages’, rileva che con più di 770 milioni di utenti Internet, il colosso asiatico vede una crescita annuale degli acquisti online di alcolici pari al 15%. Un mercato concentrato su due player, Tmall e JDcom, che si spartiscono il 70% delle vendite.

Rispetto all’Europa la differenza maggiore è lo sviluppo, nel vecchio continente, di un meccanismo di vendita misto: qui infatti - in Francia e Regno Unito - si registra la più alta percentuale di vendite off-trade derivanti da attività di e-commerce. In Francia la quota di acquisti in luoghi fisici dovuta all’online è pari al 9% (rispetto all’1% negli Usa), soprattutto grazie alle formule ‘click-and-drive’ offerte da molti supermercati. Anche le vendite online dirette nel settore del vino sono effervescenti, con almeno 400 siti specializzati.

La e-commerce consumer survey 2018 di IWSR tuttavia registra ancora una modesta frequenza di acquisti online in molti mercati: solo Cina e Uk presentano più del 50% dei consumatori che acquistano beni via internet almeno una volta al mese. La motivazione prevalente, nella maggioranza dei casi, è la praticità piuttosto della convenienza. Nel Regno Unito, nonostante gli sforzi di alcuni storici retailer del mondo vinicolo come Majestic e The Wine Society per lo sviluppo delle vendite online, il mercato degli acquisti digitali nel settore è dominato dalle catene della grande distribuzione, in testa Tesco e Asda.

E l’Italia? Anche da noi il business è in crescita. Il player principale resta Italian Wine Brands, seguito da Tannico che muove un milione di bottiglie l’anno e ha registrato 11 milioni di fatturato nel 2017, con la previsione di arrivare a 18 quest’anno.

Nelle vendite online a fare la parte del leone è tuttora il vino, con una quota che oscilla dal 60 al 70%. Tra gli spiriti prevalgono i marchi con forte presenza digitale e supporto marketing online. 

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