News

Approvato ieri dal Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, il decreto legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (Decreto Dignità). 

Nel concreto il decreto mira a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. Lo scopo è di ridurre il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. Pertanto il decreto prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi. Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, il nuovo decreto prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Altro scopo che si prefigge il Decreto Dignità è quello di salvaguardare i livelli occupazionali e contrastare la delocalizzazione delle aziende che abbiano ottenuto aiuti dallo Stato per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche in Italia. Stretta quindi anche sui licenziamenti selvaggi attraverso l'aumento del 50% dell'indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati. In caso di licenziamento senza giusta causa, l'indennizzo per il lavoratore può arrivare fino a 36 mensilità. Contro la delocalizzazione attuata da imprese che abbiano ottenuto dallo Stato aiuti per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche, il decreto dignità prevede, invece, che "l'impresa beneficiaria" dell'aiuto pubblico decada dal beneficio concesso e sia sottoposta a sanzioni pecuniarie "di importo da 2 a 4 volte quello del beneficio fruito".

Il decreto contiene anche misure in materia di semplificazione fiscale, attraverso la revisione dell’istituto del cosiddetto “redditometro” in chiave di contrasto all’economia sommersa, il rinvio della prossima scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto “spesometro”), nonché l’abolizione dello split payment  per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto. Le nuove norme prevedono, innanzitutto, che il decreto ministeriale che elenca gli elementi indicativi di capacità contributiva attualmente vigente (redditometro) non ha più effetto per i controlli ancora da effettuare sull’anno di imposta 2016 e successivi. Inoltre, si prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze possa emanare un nuovo decreto in merito dopo aver sentito l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Con specifico riferimento alle comunicazioni dei dati di fatturazione relativi al terzo trimestre del 2018, infine, si interviene prevedendo che gli stessi possono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre.

"Avevamo promesso guerra al precariato, alla burocrazia al gioco d'azzardo e alle delocalizzazione, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto", ha detto Di Maio in un video pubblicato su Facebook dopo il cdm. Nel Decreto Dignità, infatti, sono contenute anche norme per contrastare il grave fenomeno della ludopatia, vietando la pubblicità di giochi o scommesse con vincite in denaro.

"C'è ancora tanto da fare su questi temi – ha spiegato il vicepremier – ma grazie a questo decreto si disattiva il redditometro, lo spesometro prevede solo un adempimento all'anno invece di comunicazioni trimestrali e semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti". "E' la Waterloo del precariato" ha continuato Di Maio, sottolineando: "è finita l'epoca del precariato senza alcun tipo di ragione, abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo determinato". 

 

Italia sugli scudi nelle quotazioni dei fine wine - I dati di Liv-ex

12-10-2019 | News

Vini italiani di prestigio sempre più riconosciuti nel mercato delle...

A Hong Kong lo speakeasy riservato alle donne

12-10-2019 | Estero

Un bar segreto, aperto solo alle donne. Il nuovo speakeasy...

Albiera Antinori è la nuova presidente del Consorzio Bolgheri Doc

11-10-2019 | News

L’assemblea dei Soci del Consorzio per la Tutela dei vini DOC...

Nella terra della biodiversità per celebrare il frutto del meleto biologico Melise nato da terreni incolti

11-10-2019 | Itinerari

I migliori produttori biologici e naturali del Molise e dell'Abruzzo...

Dazi Usa: possibili perdite fino al 35% per l'export di liquori italiani

10-10-2019 | News

Dopo la pubblicazione sul Federal Register della lista di prodotti...

Enoturismo, e-bike, arte tra i filari: nasce la Guida alle Cantine del Piemonte

10-10-2019 | Itinerari

Una guida per raccontare il vino attraverso l’accoglienza. È stata...

Federvini

   Via Mentana 2/B, 00185 Roma
+39.06.49.41.630
+39.06.44.69.421
+39.06.49.41.566
redazione@federvini.it
www.federvini.it
   C.F. 01719400580

Condividi

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news del portale Federvini.

Seguici

  

© 2019 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini.

Please publish modules in offcanvas position.

No Internet Connection