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A partire dalla fine del 2023, il Liquor Control Board of Ontario (Lcbo) ha iniziato a richiedere ai fornitori di vini e bevande spiritose di dichiarare il prezzo Fob (Free on Board) offerto agli altri monopoli provinciali del Canada per verificare che i prezzi non siano inferiori a quelli offerti al Lcbo. Tale richiesta si basa sulla clausola "No price discrimination" presente nei Termini e Condizioni degli ordini di acquisto del Lcbo. La clausola stabilisce che i fornitori non devono vendere prodotti a un prezzo superiore rispetto a quello offerto ad altri enti governativi in Canada. Se i fornitori violano questa clausola, devono pagare al Lcbo la differenza di prezzo.

Le politiche di prezzo nei vari monopoli provinciali sono diverse e influenzate da molti fattori esterni ai produttori. Ad esempio, in Ontario esiste una politica del prezzo minimo che non è presente in Quebec, facendo sì che i prezzi in Ontario siano naturalmente più alti. Questo crea una disparità inevitabile. Inoltre, la richiesta del Lcbo di divulgare i prezzi Fob potrebbe violare la confidenzialità dei contratti con altri monopoli provinciali, creando problemi legali e competitivi.

Il Lcbo ha iniziato a trattenere retroattivamente somme di "chargebacks" considerate dovute per l'anno fiscale già concluso, ampliando recentemente questa pratica a tutte le Sku vendute nell'ultimo anno fiscale. Le aziende stanno ricevendo richieste di pagamento per cifre esorbitanti, calcolate non sui prezzi Fob, ma sui prezzi al consumatore. I tentativi iniziali di dialogo con il Lcbo, portati avanti dalle associazioni di categoria locali e dalle singole aziende, non hanno avuto successo.

Lorena Patterson, Vice Presidente Senior Affari Pubblici e Politiche di Spirits Canada, ha sollevato critiche nei confronti della Lcbo, sostenendo che le sue politiche contrastanti stiano danneggiando sia i fornitori che i consumatori.

Se questa pratica non verrà rivista al più presto, ci saranno gravi conseguenze per la marginalità dell'intero settore, non solo in Ontario ma anche nelle altre province. Sebbene non direttamente discriminatoria nei confronti dei prodotti importati, questa politica danneggia tutti gli operatori, in particolare quelli che hanno fatto investimenti significativi in questo mercato nel corso degli anni. È essenziale che il Lcbo riconsideri questa politica per evitare ulteriori danni economici alle aziende e promuovere un mercato più equo e sostenibile per tutti i fornitori di vini e bevande spiritose in Canada.

Fonte: https://spiritscanada.ca/lcbo-pricing/

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