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Le bevande premiscelate hanno fatto molta strada dal loro ingresso sul mercato e trovato man mano nuovi spazi e stili di consumo. Quella dei Ready to drink (RTD) cocktail è una categoria in continua evoluzione. Un tempo - riporta in un approfondimento il sito Drinks International - questi prodotti erano principalmente considerati un'alternativa economica al consumo fuori casa. Negli ultimi anni però i marchi hanno alzato il tiro e iniziato a produrre bevande pronte più pregiate e con adeguato tasso alcolico, disponibili in diversi canali di vendita al dettaglio. Hanno raggiunto un tale livello che i bar ora tengono in stock pre-miscelati nel settore premium, o addirittura le producono loro stessi, mentre si stanno diffondendo anche alternative low e no alcol. Tuttavia La principale tendenza attuale per gli RTD è quella della premiumisation.

Wandering Barman - riporta Drinks International - è un bar di New York che ha deciso di offrire cocktail alla spina, preparati con ingredienti freschi e conservati eliminando l'ossigeno. I co-fondatori Roxane Mollicchi, Julian Mohamed e Darren Grenia affermano che la scelta deriva dalla necesssità di risolvere "i problemi che avevamo con i cocktail su ordinazione, i clienti sono cambiati e molti non hanno più la pazienza di aspettare". Il bar fornisce cocktail premiscelati anche ad altri locali, come alberghi e ristoranti, dando loro la possibilità di servire facilmente cocktail freschi quando non hanno un sistema o il personale per farlo. "Il dosaggio dei cocktail e la loro messa alla spina ci permettono di servirli in pochi secondi anziché in pochi minuti".

Secondo le previsioni dell'IWSR Drinks Market Analysis, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) 2022-2027 sarà del 3% per la categoria, rispetto al +14% del periodo 2017-2022. I consumi maggiori sono registrati nelle Americhe, con una quota del 54% del volume del mercato globale RTD (2022), con l'Asia-Pacifico al 30%, l'Europa al 7% e il resto del mondo al 9%. 

In tutti i mercati analizzati nello studio IWSR 2022, gli RTD a base di alcolici, in particolare quelli a base di vodka, detengono il 45% del volume della categoria e fanno la parte del leone nell'innovazione. Si prevede che i cocktail/long drink saranno il motore della maggiore crescita degli RTD a livello globale, con volumi che dovrebbero superare gli hard seltz nel 2025. Nei 10 mercati di riferimento, si prevede che entro il 2026 i cocktail/long drink deterranno circa il 26% del totale della categoria RTD, rispetto al 20% degli hard seltz.

Lo studio dell'IWSR mostra che i consumatori continuano a bere RTD sia in alternativa che insieme agli alcolici tradizionali. La birra è citata come la bevanda più comunemente sostituita, oltre che come la bevanda più probabile da consumare insieme agli RTD nella stessa occasione. Anche il packaging è un fattore che spinge i consumatori a scegliere gli RTD, grazie alla comodità della dimensione monodose. 

Con un maggior numero di formati per gli RTD, si apre anche un'opportunità nel travel retail. L'anno scorso Moth British Airways ha avviato una partnership per servire Margarita in lattina sui voli a corto raggio da e per gli aeroporti del Regno Unito. Ma molti operatori ritengono anche che i cocktail di qualità in bottiglia stiano diventando la soluzione perfetta per le compagnie di crociera e le classi business degli aerei.

Con la crescente tendenza a consumare bevande premiscelate a più alto contenuto di abv, il settore dei cocktail a basso contenuto di abv e senza contenuto di abv sta seguendo una traiettoria simile. Anche i mocktail hanno un futuro in lattina.

Foto Freepik

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