Dall'estero

Balzo del consumo di alcol negli Stati Uniti: secondo i nuovi dati dell'IWSR Drinks Market Analysis lo scorso anno è stato rilevato un aumento del 2%, il maggior incremento dal 2002, trainato dal consumo di alcol in casa alimentato dalla pandemia.

La tendenza al rialzo è destinata a permanere quest'anno.

L'IWSR ha previsto che entro la fine del 2021 le vendite a volume di alcol negli Stati Uniti aumenteranno del 3,8% su base annua, mentre le vendite a valore aumenteranno del 5,5%.

Si prevede un tasso di crescita più moderato nei prossimi cinque anni, con un CAGR di +0,5% a volume e + 2,8% a valore previsto per il quinquennio 2020-2025.

Un fattore chiave è il successo delle sottocategorie aromatizzate: “dalla birra alla vodka al whisky americano stanno notevolmente superando le altre tradizionali sottocategorie”, ha detto Brand Rand, COO di IWSR per le Americhe, confermando anche la rapida crescita dei ready-to-drink (RTD). Le vendite di alcolici negli Stati Uniti lo scorso anno hanno registrato il maggior incremento in volume (+4,6%) per la categoria spirit dal 1990, con un aumento del valore del 7,7%.

All'interno della categoria, nel 2020 gli alcolici a base di agave sono cresciuti del 15,9% in volume, superando il rum e diventando la terza più grande categoria di alcolici negli Stati Uniti, dietro a vodka e whisky.

Ottima performance anche per cognac e armagnac (+20,1%). Il whisky ha mostrato risultati contrastanti, poiché i dazi hanno avuto un impatto negativo sullo Scotch single malt (-6,1% in volume), mentre le chiusure di bar e ristoranti hanno trascinato giù il whisky irlandese (-0,5%).

L'anno scorso per la prima volta in assoluto queste due sottocategorie hanno registrato cali di volume negli Usa.

La crescita della categoria whisky, tuttavia, sta superando la vodka, con il whisky totale che dovrebbe effettuare il sorpasso sulla vodka totale nel consumo a volume entro il 2022.

Interessante anche l’andamento degli "spiriti" analcolici che secondo ISWR dovrebbero finire il 2021 con un +31,4%.

Le vendite di vino sono cresciute leggermente lo scorso anno, (+0,7% in volume e +1,5% in valore), invertendo i cali di volume visti nel 2019.

Nonostante ci sia poco da festeggiare, lo spumante è riuscito a registrare una crescita lo scorso anno, con il Prosecco (soprattutto rosato) che ha compensato il calo del consumo dello Champagne, dovuto anche al peso dei dazi.

I volumi di vino a basso contenuto alcolico sono più che raddoppiati nel 2020 negli Stati Uniti, con i principali marchi che entrano nella categoria offrendo opzioni a basso contenuto calorico e a basso contenuto di zucchero in ABV sezionabili.

I vini importati sono cresciuti più delle etichette domestiche (+2,5% vs + 0,3%), soprattutto da mercati come Cile, Italia e Nuova Zelanda.

Il grande vincitore dello scorso anno è stato il RTD, destinato a diventare la seconda categoria di bevande alcoliche negli Stati Uniti in termini di consumo a volume.

È il settore ad aver ottenuto i migliori risultati (inclusi gli hard seltzers): entro la fine del 2021 gli RTD a volume saranno più consistenti del vino totale.

Gli RTD sono cresciuti del +62,3% in volume nel 2020, guidati da hard seltzers che sono cresciuti di un incredibile 130% e rappresentano ora una quota del 56,7% della categoria totale di RST negli Stati Uniti.

“Sebbene la sottocategoria cocktail / long drink sia ancora relativamente piccola in volume, il segmento è cresciuto del 52,7% nel 2020 con l’aumento dei cocktail in lattina stimolata dalle chiusure on-premise" spiega Rand.

L'IWSR prevede che la categoria RTD rappresenterà una quota del 22% in volume del totale delle bevande alcoliche entro il 2025, rispetto all'attuale quota del 9,6%.

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