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Verona, 7 aprile 2011– Esistono concreti segnali di ripresa dell’export della filiera del vino italiana, guidata soprattutto dal mercato americano, russo, cinese e Brasiliano, e da una tenuta dei consumi su quello nazionale. E’ quanto dichiara Lamberto Vallarino Gancia, Presidente di Federvini, in occasione dell’inaugurazione della 45° edizione di Vinitaly, 2011.

Verona, 7 aprile 2011– Esistono concreti segnali di ripresa dell’export della filiera del vino italiana, guidata soprattutto dal mercato americano, russo, cinese e Brasiliano, e da una tenuta dei consumi su quello nazionale. E’ quanto dichiara Lamberto Vallarino Gancia, Presidente di Federvini, in occasione dell’inaugurazione della 45° edizione di Vinitaly, 2011.

“Dopo un anno non facile, nel quale si è registrata una contrazione dei fatturati delle società produttrici di vino di circa il 4,1%, nel 2010, grazie ad un’offerta sempre più mirata e di alta qualità, il comparto ha recuperato un 5%, che colloca l’intero indotto  del vino ad un fatturato complessivo di 10 miliardi di Euro” commenta Lamberto Vallarino Gancia.

L’export da un lato (+8,5%) e prodotti di grande qualità dall’altro, sono la chiave per consolidare il prodotto Made in Italy nei mercati di tutto il mondo e per acquistare nuove quote in quelli che sono destinati a divenire il traino nel futuro. “La recente missione condotta dal commissario Europeo Dacian Ciolos in Cina ha confermato le enormi opportunità per tutta la filiera del vino e dei prodotti italiani, ponendo per tutto l’indotto una significativa sfida” ha ricordato Gancia. Sempre nell’area asiatica, nonostante i drammatici eventi del mese scorso è ancora presto per registrare contrazioni sul mercato Giapponese che resta ad oggi un mercato importante per l’export Italiano. Solo nel 2010 L’Italia ha esportato in Giappone vini e mosti per un valore di oltre 102 milioni e 300 mila euro.

“I dati del recente rapporto Mediobanca ci confermano che il sistema di produzione italiano, basato su oltre 35 mila produttori ha una patrimonialità solida e margini di redditività in ripresa. Restano significativi i costi della mano d’opera. Trattandosi di produzioni in alcun modo delocalizzabili, il comparto non può che assorbirne l’impatto proponendo produzioni sempre più originali e qualificate, in grado di intercettare segmenti di consumo nuovi” ha ricordato Lamberto Vallarino Gancia.

La manifestazione di Verona si conferma inoltre sede qualificata per rimarcare alcune delle sfide che attendono il comparto vitivinicolo nazionale.  Dalla distribuzione alla tutela dei prodotti made in Italy, da modelli di consumo responsabile in stile Mediterraneo alla promozione del prodotto italiano nel mondo.

Ufficio Stampa Federvini - MSL Italia

Elena Zaco

 

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