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Dopo Roma e Venezia che da tempo vantano le loro Doc (la prima dal 2011 con Consorzio di tutela e 20 cantine associate, la seconda dall'anno precedente), anche Parigi vuole il suo vino. Sulla Gazzetta Ufficiale europea è stato infatti pubblicato il documento relativo alla domanda di registrazione della IGP Île-de-France.

L’indicazione geografica protetta «Île-de-France» sarà riservata ai vini fermi rossi, rosati e bianchi, con un titolo alcolometrico effettivo minimo del 9%. 

La vendemmia, la vinificazione e l’elaborazione dei vini che beneficiano della denominazione di origine protetta «Île- de-France» devono avvenire sul territorio di comuni dei dipartimenti di Aisne, Eure-et-Loir, Oise, Parigi, Seine-et- Marne, Yvelines, Essonne, Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis, Val-de-Marne e Val-d’Oise. Una cinquantina di produttori è già pronta a partire con la nuova denominazione.

I vini rossi fermi hanno una predominanza di aromi primari fruttati più o meno marcati a seconda dei vitigni, una leggera acidità e note affumicate discrete legati ai substrati calcarei e alle sabbie in essi presenti nonché alle precipitazioni caratteristiche della zona geografica durante il periodo di maturazione delle uve.

I vini bianchi e rosati fermi presentano una prevalenza di aromi primari floreali e fruttati più o meno marcati a seconda dei vitigni, una vivacità e mineralità sensibili ed equilibrate legate alla presenza di sabbia e limo sul substrato calcareo delle radici e all’interno dello stesso nonché alla freschezza delle notti, specifica della zona di produzione in primavera, dall’invaiatura alla maturità.

A partire dagli anni Sessanta, si assiste a uno sviluppo della viticoltura regionale. Dalla fine degli anni Novanta, la stampa locale utilizza tanto il termine «vins franciliens» quanto quello «vins d’Île-de-France». I festival locali organizzati in occasione delle vendemmie, la partecipazione ad attività educative, l’introduzione di una strada del vino in una guida escursionistica dell’Île-de-France e le quindici presentazioni presso il Salon International de l’Agriculture dal 2001, con una collezione di firme che dimostra il passaggio di oltre 6 000 degustatori, hanno instaurato chiaramente un legame tra questi due termini, facendo crescere così la reputazione di questi vini tra gli abitanti dell’Île-de-France, sempre più legati a produzioni di qualità realmente locali. La comunicazione visiva contribuisce inoltre a collegare questo nome alla storia viticola dell’Île-de-France con tutta la sua portata storica e a far comprendere sempre meglio l’omogeneità edafica e climatica della regione e la sua influenza sui vini prodotti in loco.

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