Itinerari

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Venerdì, 01 Giugno 2018

La Via Francigena in terra d'Orcia

di Francesca Liistro

Orcia… grandi vini prodotti nel cuore della Toscana, in un territorio di colline dove, da mille anni, il lavoro degli agricoltori disegna un meraviglioso paesaggio. 18 città d’arte, il Parco della Val d’Orcia Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2004, il paesaggio agricolo più fotografato del mondo. Un territorio di artigianato artistico e di eccellenze alimentari: vino Orcia Doc, olio extravergine, tartufi bianchi, salumi, zafferano, allevamenti bradi di maiali medievali “Cinta senese”, di buoi chianini – il “gigante bianco” amato anche dagli antichi romani, pecore per la produzione di cacio pecorino.

La denominazione Orcia DOC nasce il 14 febbraio 2000, grazie alla tenacia di alcuni produttori fondatori del Consorzio del Vino Orcia, con lo scopo di tutelare e promuovere l’immagine del vino e del suo territorio. Protagonista indiscusso dei Vini Orcia è il Sangiovese. Questo nobile vitigno è il fil rouge che lega la nostra enologia. Il Consorzio svolge anche un’intensa attività culturale che culmina ogni anno, ad aprile con l’Orcia Wine Festival, evento sul vino e sul territorio nel quale viene prodotto. La zona di produzione dell’Orcia Doc si trova tra quella del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, uno dei territori più importanti per la produzione dei grandi vini. Dodici sono i comuni compresi nella denominazione: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei comuni di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.

Fu l’Arcivescovo Sigerico a scrivere il primo diario di viag­gio (990) percorrendo questa terra nel proprio tragitto verso la Roma del Papa: nel tempo, questo percorso diven­terà la storica Via Francigena, protagonista di scambi com­merciali e culturali tra i pellegrini e le comunità che si affac­ciavano sulla valle. Il documento di Sigerico rappresenta una delle testimonianze medievali più significative di questa rete europea di vie di comunicazione, in seguito dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela. Grandi vini, cibi di antica tradizione, paesaggi mozzafiato. Il territorio del vino Orcia ha un’enorme ricchezza culturale dato che ospita alcune delle più famose piccole città d’arte del mondo.

 

BUONCONVENTO E CATTIVI FRATI: questo detto popolare è riferito all’imperatore Arrigo VII che vi morì dopo essere stato avvelenato, pare, con l’ostia consacrata. Le sue mura, le strette stradine e gli orticelli sono ancora quelli della città medievale. Da non perdere il Museo della Mezzadria e il Museo di Arte Sacra.

 
 

CASTIGLIONE D’ORCIA: Antico castello degli Aldobrandeschi, racchiude il massimo del suo splendore nel Borgo Maestro di Rocca d’Orcia dominata dalla Rocca a Tentennano, imponente fortilizio sull’ampio fondovalle dell’Orcia.

 
 

PIENZA: La città disegnata da Bernardo Rossellino per il Papa umanista Pio II (1405-1464). Due ricchissimi Musei e la Cattedrale.

 
 

RADICOFANI: La signoria del gentiluomo senese Ghino di Tacco, ribelle ghibellino che si impossessò della Rocca di cui oggi restano solamente alcuni ruderi.

 
 

SAN GIOVANNI D’ASSO (Montalcino): Cuore della zona di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi, nel castello medioevale che domina il paese risiede un Museo dedicato al prezioso tubero.

 
 

SAN QUIRICO D’ORCIA: Un vero salotto che la Collegiata intitola ai Santi Quirico e Giulitta, il Palazzo Chigi con le sue sale affrescate e gli Horti Leonini, originale giardino all’italiana realizzato a metà del Cinquecento. A poca distanza Bagno Vignoni, unico centro termale medievale ancora intatto; questo antico borgo si sviluppa interamente attorno alla piazza costituita dalla grande vasca in cui arrivano le acque della sorgente termale di origine vulcanica.

 
 

TREQUANDA: Qui nascono alcune delle terrecotte da giardino più pregiate, vasi, conche, ziri, complementi d’arredo a cui è dedicato un Museo nel piccolo borgo di Petroio.

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