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Sul mercato secondario dei grandi vini del mondo Italia e Champagne hanno beneficiato dei dazi imposti dagli Usa in conseguenza della querelle con l’Europa sugli aiuti ad Airbus.

I dati Liv-ex, la più accreditata piattaforma di scambi dei fine wines, lo confermano: nel periodo gennaio-ottobre 2019 Bordeaux aveva rappresentato il 48% degli acquisti di vini pregiati negli Stati Uniti, ma da quella data al novembre 2020 è sceso al 33%. Nel frattempo, la quota dello Champagne è aumentata dal 10% al 14%, e l'Italia dal 18% al 25%.

“L'indice Champagne 50 è cresciuto dell'11% nell'ultimo anno e l'Italia 100 del 10%, contro l'8% del Liv-ex 1000 - afferma Justin Gibbs, direttore e cofondatore di Liv-ex -. L'Italia 100 ha registrato la migliore performance delle tre negli ultimi sei mesi, con un aumento del 5% ". Molti addetti ai lavori vedono nella progressione dei vini pregiati italiani un trend ormai consolidato.

Negli ultimi cinque anni, gli indici Champagne 50 e Italy 100 di Liv-ex sono aumentati rispettivamente del 58% e del 45%.

La sospensione delle tariffe il 5 marzo scorso ha provocato una forte oscillazione da parte degli acquirenti statunitensi verso Bordeaux e Borgogna, osserva Gibbs. Ma bisogna ricordare che si tratta di una sospensione dei dazi (fino a luglio), non della loro definitiva eliminazione.

La Brexit - ricorda il sito britannico The Drink Business - complica ulteriormente le cose: inviare vino dal Regno Unito agli Stati Uniti è abbastanza semplice, ma portare vino nel Regno Unito dall'Europa è ora estremamente complicato. La logistica è affannosa e si riverbera sui costi.

Intanto il Liv-Ex Fine Wine 100, l’indice di riferimento della piattaforma, nei primi quattro mesi 2021, è cresciuto del 4,35% e conferma i segnali di ripresa anche l’Italy 100, l’indice più performante del 2020 (+6,6% sul 2019).

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