L'arte del bere

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La storia di uno dei vini icona italiani in libreria da giovedì 7 novembre. Una storia lunga cento anni sulle colline Patrimonio dell’Umanità. Prosecco way of life, scritto da Primo Franco per la collana Interferenze di Cinquesensi editore, è un libro fondamentale per tutti coloro che coltivano la cultura del vino ma anche per chi inizia ad appassionarsi all’argomento. Primo Franco, uno fra i principali protagonisti del successo del Prosecco, ne racconta la storia, l’evoluzione, l’espansione nel mondo, attraverso una lucida, appassionata, divertente narrazione che, con il passo di un’autobiografia, permette al lettore anche e soprattutto di scoprire tutte le peculiarità di uno fra i vini italiani di maggior favore internazionale. Il libro è stato scritto in occasione del Centenario della cantina Nino Franco che lo impegna da quasi 50 anni, lo stesso anno in cui le colline del Prosecco sono state proclamate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Un riconoscimento, ottenuto grazie alla capacità delle istituzioni venete di fare squadra, che valorizza la qualità e le imprese di questi viticoltori eroici.

Scrive Tom Stevenson, la massima autorità mondiale nel campo dello champagne e dei vini spumanti, nella prefazione: “Devo fare una confessione. Per i primi venticinque anni della mia vita professionale legata al vino ho ignorato il Prosecco. Il motivo? Normale arroganza, suppongo. Lo snobismo di uno specialista di Champagne che non ha tempo da perdere con un vino messo a fermentare in una grande vasca lucente e venduto qualche settimana dopo che i grappoli d’uva da cui è nato se ne stavano ancora appesi alla vite. (...) Primo esce raramente da queste pagine come una personalità narcisista, risultato notevole in un’autobiografia, ma riesce a passare indenne sopra il campo minato dell’autoreferenzialità grazie al suo senso dell’umorismo venato di autoironia. Mi auguro che questo libro piaccia tanto quanto è piaciuto a me”.

Giuseppe Vaccarini, primo tra i Sommelier italiani a ricevere il titolo mondiale e oggi presidente dell’ASPI (Associazione Sommellerie Professionale Italiana), ribadisce: “Oggi Prosecco è anche questo: un fenomeno alla moda. Ma per appartenere a questa categoria, a mio avviso, occorre osservare un rigoroso processo di produzione che inizia dalla vigna e non ammette imprecisioni. La scelta dei grappoli, la tecnica di vinificazione, di rifermentazione, tutto dev’essere eseguito con cura e attenzione. E Primo Franco è un vignaiolo che da sempre rispetta questi parametri. Per questo riconosco nel suo Prosecco un vino effervescente di assoluta qualità. Un’idea che non muta in me da quasi quarant’anni. Da quel lontano 1980 in via Bonvesin de la Riva”.

 

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