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È finita l’epoca del boom di iscrizioni ai corsi di degustazione. Dopo l’esplosione di richieste di un paio di decenni fa sembra che si sia progressivamente spento l’interesse dei consumatori a conoscere il vino in tutte le sue sfumature. Almeno così sembra leggendo un recente rapporto di Wine Intelligence. La nuova ricerca rivela che i consumatori sono meno interessati a conoscere i vitigni, gli stili di vino e le regioni produttrici.

Una tendenza registrata in particolare su mercati come Stati Uniti, Brasile, Germania e Australia.

Solo il Regno Unito appare in controtendenza ed è l'unico grande mercato a vedere un aumento dell'"indice di conoscenza del vino", che misura la consapevolezza dei consumatori riferita ai paesi produttori, alle regioni vinicole e ai marchi di vino.

"L'industria del vino ha indubbiamente aiutato i consumatori a sentirsi più sicuri e consapevoli - afferma Lulie Halstead, ceo di Wine Intelligence -. I consumatori sono aiutati dal fatto che molte delle odierne etichette oltre ad essere visivamente accattivanti sono estremamente efficaci nel comunicare in modo esplicito ile caratteristiche del vino”.

A cambiare le cose, oltre a una comunicazione più esaustiva da parte dei produttori, l’enorme facilità di acquisire informazioni online. Non serve conoscere a fondo il mondo enoico, basta affidarsi a una buona piattaforma, sembra dire Wine Intelligence.

"La ricchezza di fonti online, facilmente e rapidamente accessibili tramite uno smartphone, consente agli acquirenti di acquistare con fiducia, senza la necessità di acquisire dati e conoscenze tramite corsi o letture approfondite”.'

Halstead afferma che un numero crescente di consumatori desidera accedere rapidamente alle informazioni in movimento ed evitare approfondimenti a favore di messaggi semplici e immediati. Per questo diventa sempre più essenziale per le case vinicole riuscire ad instaurare un rapporto diretto e fiduciario con i propri consumatori.

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