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Approvato in via definitiva il Dl Dignità che riapre le porte all’utilizzo dei voucher in agricoltura. Nonostante l’ostruzionismo delle opposizioni, è arrivato il via libera finale al testo così come modificato dalla Camera. Con 155 sì, 125 no e un astenuto l'assemblea ha licenziato il provvedimento, che nei prossimi giorni sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Prima dell'approvazione definitiva, il vicepremier Luigi Di Maio aveva sottolineato l'intenzione della maggioranza gialloverde di non mettere la fiducia. “Abbiamo mantenuto la promessa alla Camera”, ha detto iDi Maio a Radio 24, “come parlamentare lo chiedevo sempre. Ora mi sono fatto tre giorni in aula, l'opposizione ha avuto modo di discutere. Anche al Senato non dobbiamo mettere la fiducia e votare il decreto senza atti di forza”.

"Ora – ha commentato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti - occorre fare prestissimo per adeguare la procedura Inps affinchè le novità sui voucher tanto attese dalle imprese agricole siano immediatamente disponibili a  partire dalla vendemmia che sta per iniziare e dove vengono impiegati la metà dei voucher utilizzati in agricoltura. Non vorremmo che la burocrazia rallenti o addirittura vanifichi gli sforzi fatti dal Governo e dal Parlamento".

I voucher ritornano a dieci anni della loro introduzione in Italia che è avvenuta il 19 agosto 2008 con circolare Inps che per la prima volta autorizzava la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia, riconoscendo la specificità del lavoro agricolo. Nel corso degli anni successivi all’introduzione nel 2008 è stato allargata la possibilità di utilizzo alle altre attività di agricole. In agricoltura sono stati venduti negli ultimi cinque anni prima dell’abrogazione poco più di 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro. Il valore complessivo delle integrazioni di reddito accordate per le prestazioni a pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati ammonta – secondo la Coldiretti - a circa 22 milioni di euro all’anno mentre la regione dove sono stati più impiegati è il Veneto con poco più di ¼ del totale.

 

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