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Giovedì, 19 Luglio 2018

Alimenti "bollati"? L'Onu fa un passo indietro

di Teresa Capodimonte

Passo indietro dell'Onu sulle possibili raccomandazioni ai Paesi per ridurre l'impatto negativo di alcuni cibi sulla salute. O quantomeno, un tentativo di spegnere le polemiche. Fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro hanno fatto sapere, infatti, che non è prevista nessuna risoluzione e nessun voto: la riunione dell'Assemblea Generale dell'Onu prevista per il 27 settembre sulle malattie non trasmissibili si concluderà con una dichiarazione politica, da adottare per consenso, su cui sono in corso in questi giorni negoziati. Un'importante precisazione da parte delle Nazioni Unite, ma ciò non toglie che le "raccomandazioni" contenute nel paper di giugno verranno poste all'attenzione dei capi di Stato e di Governo.

Tutto era nato poiché lo scorso giugno, nel rapporto 'Time To Deliver' l’Oms aveva fornito, tra le altre cose, raccomandazioni a favore dell’adozione di norme di etichettatura su alcuni prodotti per evidenziare la presenza di sale e grassi saturi.  Il 17 luglio era stata diffusa la notizia che Onu e Oms proseguivano nella loro battaglia contro gli alimenti ricchi di grassi saturi, sale, zuccheri e contro l'alcool ed il fumo, al fine di ridurne il consumo e prevenire le malattie non trasmissibili e che era allo studio in sede Onu una moratoria che inducesse i Paesi membri a frenare il consumo anche tramite l'utilizzo di etichette da applicare ai prodotti.

Ne è scaturita un’alzata di scudi da parte dell’intero comparto agroalimentare italiano, temendo che prodotti come formaggi, prosciutti, vino e olio d’oliva potessero essere bollati come poco salutari per poi disincentivarne il consumo. In difesa del made in Italy era sceso in campo anche il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio. La stessa Federvini in una nota aveva fatto sapere di ritenere "inaccettabile la minaccia dell'Onu alla Dieta Mediterranea" esprimendo solidarietà al Presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, contro l’ennesimo attacco  ai prodotti del Made in Italy. "La proposta che i Capi di Stato e di Governo dovranno discutere nell’Assemblea ONU del prossimo 27 settembre – afferma Federvini – fa un’inammissibile generalizzazione: non vi è distinzione tra le caratteristiche dei singoli prodotti e non viene preso in considerazione il fondamentale aspetto della qualità. La Dieta Mediterranea, che ha consentito alla popolazione italiana di raggiungere un livello di longevità tra i più alti a livello mondiale, va, infatti, valutata nel suo complesso facendo grande attenzione a considerare l’elevata e incomparabile qualità raggiunta dai prodotti italiani. La proposta dell’Onu di voler intervenire per contenere i consumi di taluni prodotti è distonica: da una parte infatti ne riconosce il valore (Patrimonio dell'Umanità), dall'altra vuole colpire gran parte degli alimenti che ne fanno parte".

Oggi le rassicurazioni da parte dell'Onu: nessun voto contro, né rischi di equiparazione degli eccessi nei consumi alimentari ai danni del fumo. Già ieri sera Francesco Branca, direttore del dipartimento di nutrizione dell’Oms per la salute e lo sviluppo, aveva sottolineato che l’Onu non criminalizza specifici alimenti, ma fornisce indicazioni e raccomandazioni per una dieta sana. Una precisazione importante, ma che non toglie la gravità del pericolo imminente. Lo stesso Branca, infatti, non esclude "che possano essere adottate misure non gradite a produttori e consumatori". Quella sulla strumentalizzazione delle etichette, a semaforo o meno, per nuove barriere commerciali è una querelle che si trascina da lungo tempo e che sarebbe ora di portare all'attenzione di tutti i capi di Stato e di Governo. La partita quindi sembra tutt'altro che chiusa.

 

 

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