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Siglata a Tokyo l'intesa tra Giappone e Ue. Un accordo sul libero scambio commerciale che prevede da parte giapponese l'azzeramento dei dazi sul 94% di tutte le importazioni provenienti dall'Unione europea, incluso l'80% di tutti prodotti ittici e agricoli. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk e il premier nipponico Shinzo Abe, i firmatari.

Secondo la Commissione, l'intesa - destinata a creare la più grande area di libero scambio al mondo - permetterà di rimuovere circa un miliardo di dazi pagati ogni anno dalle imprese dell'Unione per esportare verso il Giappone. L'accordo eliminerà anche una serie di barriere regolamentari in diversi settori. In quello agricolo-alimentare saranno azzerati i dazi su molti prodotti, compresi i vini e le bevande alcoliche (attualmente al 15% in media). L'Ue secondo le previsioni dovrebbe aumentare in modo consistente le sue esportazioni agroalimentari. Sempre nel settore agricolo, il Giappone garantirà oltre 200 indicazioni geografiche europee.

A sua volta l'Unione europea eliminerà le imposte sul 99% delle merci giapponesi garantendo, inoltre, una maggiore apertura per il mercato automobilistico distribuita su un periodo di 8 anni e, nell'arco di 6, sugli apparecchi televisivi.

"Con il più grande accordo commerciale bilaterale di sempre, oggi cementiamo l'amicizia nippo-europea – ha dichiarato Tusk a margine della firma –. Geograficamente siamo lontani, ma politicamente ed economicamente non potremmo essere più vicini". Juncker ha invece parlato di "momento storico per la partnership" tra Ue e Giappone. "Non può esserci unità dove c'è unilateralismo", ha sottolineato con chiaro riferimento alle recenti e note decisioni prese sui dazi a livello internazionale dal presidente americano Donald Trump.

Il Jefta (Japan-Eu Free Trade Agreement, o Epa, Economic Partnership Agreement) entrerà in vigore a partire dal 2019, dopo essere stato sottoposto a ratifica da parte del Parlamento europeo e della giapponese Dieta. L'Italia ha dato il suo consenso alla firma da parte dell'Ue il 6 luglio scorso.

 

 

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