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Si è chiuso Vinexpo Hong Kong, la grande fiera dedicata ai vini in Cina. L'Europa resta senza dubbio il più grande produttore e consumatore di vino, ma cresce l'interesse al di fuori dei confini europei. Un'analisi fatta dall'agenzia di ricerche di mercato IWSR evidenzia che la percentuale di vino consumata al di fuori dell'Europa è passata dal 31% nel 2000 al 43% di oggi. In questo contesto, l'Asia è stata il principale motore del cambiamento: rappresenta l'11% del consumo mondiale di vino, dal 5% nel 2000. La sola Cina è cresciuta dal 2% nel 2000 al 7% nel 2017.

Secondo i dati commissionati da Vinexpo a IWSR, la già notevole crescita del consumo di vino in Cina è destinata ad aumentare di oltre un terzo, a quasi 23 miliardi di dollari, nei prossimi cinque anni. Con un consumo di vino fermo e di spumante che dovrebbe raggiungere 192 milioni di casse entro il 2021, la Cina sarà spinta al secondo posto nel mercato del vino dietro gli Stati Uniti.

La crescita annuale costante del paese si era già rivelata nel 2016, quando il valore del mercato del vino cinese era aumentato a 15,24 miliardi di dollari. Una crescita guidata quasi esclusivamente dal vino fermo.

Per i consumi a volume, la Cina è attualmente al quinto posto nel vino fermo, dopo Stati Uniti, Francia, Germania e Italia. Entro il 2021 dovrebbe superare l'Italia e diventare quarto mercato nel consumo di vino fermo a volume. La domanda di vino premium rappresenterà anche una crescita in valore di 13 milioni di casse nei prossimi cinque anni. Ciò rafforzerà la sua posizione di secondo mercato mondiale a valore. Il vino rosso è di gran lunga il colore più popolare, con la previsione di berne altri 24 milioni di casse entro il 2021.

Secondo Vinexpo il vino è la categoria più in fermento in Cina e i giovani stanno entrando in massa in questo settore. Il vino offre una bevanda moderna e sofisticata e, per le donne, un'opzione più elegante della birra. "Man mano che la Cina diventa più ricca, le manifestazioni di conoscenza e istruzione stanno sostituendo la ricchezza come indicatore di status; il vino dovrebbe essere uno dei principali beneficiari", afferma Guillaume Deglise, ceo di Vinexpo, che prosegue: "Insieme gli Stati Uniti - valutati in 33,87 miliardi di dollari nel 2016 - e la Cina dovrebbero guidare una ripresa nel mercato del vino globale".

Per quanto riguarda gli spiriti, quelli prodotti localmente dominano il consumo mondiale e la Cina non fa eccezione, dove liquori come il Baiju fanno della Cina uno dei cinque migliori consumatori di alcolici. Tuttavia, questo è anche un limite: il consumo di Baiju è così elevato che un ulteriore aumento significativo è improbabile. Dal 2011 anche negli spirits si assite alla tendenza alla premiumizzazione. Stati Uniti e Cina saranno i fattori chiave di questa tendenza fino al 2021. Combinati, si prevede che aggiungeranno altri 30 milioni di casse negli alcolici "premium +", a fronte di un aumento globale di poco più di 46 milioni. Nei prossimi cinque anni, la Cina dovrebbe essere un fattore chiave della tendenza premium nei mercati di Baiju, Gin e Tequila. Si prevede che anche il Cognac avrà una crescita complessiva nel periodo.

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