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Venerdì, 01 Giugno 2018

Dazi Usa: Bruxelles studia le ritorsioni (whisky e bourbon nel mirino)

di Vittoria Alerici

Riparte la guerra dei dazi. L'amministrazione di Donald Trump applicherà da oggi 1° giugno importanti dazi doganali sulle importazioni di acciaio alluminio dall'Unione europea, dal Messico e dal Canada. Gli Stati Uniti hanno deciso di non prorogare l'esenzione temporanea concessa all'Europa fino a mezzanotte di ieri e di applicare imposte del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio.L'ufficialità è stata data dal segretario al commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, che ha così confermato le indiscrezioni della vigilia.

Le possibili ritorsioni

Lo scorso 17 maggio l’Unione europea aveva pubblicato il Regolamento di esecuzione 2018/724 relativo ad alcune misure di politica commerciale riguardante determinati prodotti originari degli Usa e, allo stesso tempo, aveva notificato all’Organizzazione Mondiale del Commercio ovvero al Consiglio sullo scambio delle merci, l’elenco dei prodotti originari degli Usa che potevano essere oggetto di sospensione delle concessioni tariffarie, per consentire l’applicazione di dazi doganali supplementari sulle importazioni.

Dazio ad valorem supplementare massimo al 25%

Nell’elenco sono inclusi il whisky ed il bourbon: nella prima fase potrà essere applicato un dazio ad valorem supplementare massimo al 25% a partire dal 20 giugno 2018; nella seconda fase un ulteriore dazio dal 23 marzo 2021 oppure dal quinto giorno successivo al pronunciamento dell’organo di risoluzione delle controversie dell’OMC ove stabilisca che le misure di salvaguardia, sancite dagli Stati Uniti, non sono conformi all’accordo OMC; in questo caso i dazi rimarrebbero in vigore finché gli Stati Uniti non decidessero di far cessare tali misure.

I timori dei produttori di Spirits

 spiritsEUROPE, che rappresenta il settore Spirits a livello europeo (31 associazioni nazionali e le 8 maggiori multinazionali del settore) ha espresso il proprio concerno riguardo le possibili conseguenze della decisione dell’amministrazione Usa e sostiene la Ue nelle azioni volte a risolvere il problema. Le industrie degli Spirits - sia europee che statunitensi - ricorda in una nota spiritsEUROPE sono da sempre fautrici di liberi ed equi scambi commerciali: “il nostro successo globale, costruito su trattati di libero scambio e accordi su tariffe zero ha di fatto beneficiato consumatori, comunità agricole e piccole attività produttive in tutto il mondo”.

Sulle due sponde dell’Atlantico le aziende del settore - sottolinea ancora l’associazione - collaborano, con i rispettivi governi, per migliorare l’accesso al mercato, contrastando ogni forma di protezionismo. Per questo è necessario sostenere ogni sforzo possibile per evitare una spirale pericolosa. “I prossimi giorni saranno critici - afferma Ulrich Adam, direttore generale di spiritsEUROPE - quindi ci auguriamo che Commissione europea e Stati membri si accordino per una risposta equilibrata che da un lato difenda gli interessi europei e dall’altro eviti tensioni e un’ulteriore escalation”.

 

 

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