News

Martedì, 01 Maggio 2018

Nel mercato UK più spumanti (ma non Champagne) e aumento dei prezzi medi

di Redazione

In attesa degli effetti della Brexit, il mercato del vino nel Regno Unito (10,8 miliardi di sterline) nel 2017 ha visto un calo dei volumi bilanciato da un aumento dei valori (+1,8% per tutto il settore BWS, e +0,8% per il vino fermo). L'unica categoria ad aver registrato una crescita anche delle vendite è quella degli spumanti: +8,7% nell'horeca e un sorprendente +22,7% nelle vendite al dettaglio. Naturalmente, il protagonista è stato il Prosecco (+23,3% on-trade) a scapito dello Champagne, sceso del 17,6%. Nel gennaio 2017, per la prima volta il prezzo medio della bottiglia ha superato il tetto di 5,5 sterline e a marzo è stato annunciato il maggior incremento di accise sul vino dal 2013, portando la tassa su una bottiglia da 75 cl a 2,16 sterline. 

Tra i Paesi più performanti, la Nuova Zelanda è stata l'unica ad aver ottenuto un segno positivo a due cifre a valore (+13,3% nell'on-trade). Anche se la Francia continua a dominare il mercato, nonostante un calo del 4%. L'Italia si posiziona al secondo posto con una quota di mercato a volume del 24,8%.

Nelle tipologie di vino, i bianchi dominano il mercato a volume con il 53,3% di quota (37,5% i rossi), mentre i rosé spuntano un 9,2%. Tra i vitigni, il Pinot Nero cresce dello 0,4% a volume, mentre il Merlot (33,9% di quota a volume) è il re dei rossi. Il 70% dei bianchi è appannaggio di tre bestseller: Pinot Grigio, Sauvignon Blanc e Chardonnay.

Abbastanza inaspettatamente, è diminuito il consumo al bicchiere, mentre le vendite a bottiglia sono cresciute del 12,2% a valore. Mercato a due velocità nell'off-trade: calo per gli entry level e balzo in avanti per quelli oltre le 6 sterline, in particolare entro la fascia 7-9,99 sterline.

I dati sono stati diffusi dal'Uk Wine Report di Accolade Wines, il principale gruppo vinicolo del Paese. "Il nostro Rapporto annuale ci consente di segmentare il mercato e individuare le migliori strategie di sviluppo del mercato – afferma Andrew Nunney, category shopper and insights director –. Le quattro chiavi del successo sono: sostenere l'abbinamento vino-cibo; lavorare sul packaging diversificando i formati a seconda delle occasioni di consumo; promuovere la conoscenza dei diversi vitigni; utilizzare tutte le opportunità fornite dal successo della mixology".

In allegato e a questo link il rapporto completo, che segmenta i consumatori in otto profili, dai neofiti agli esperti. 

 

 

Acque e vini sui Colli Euganei

25-05-2018 | Itinerari

I Colli Euganei sono un vero e proprio patrimonio naturale e storico...

Nomisma: il vino italiano cresce, ma in alcuni mercati è ancora troppo fragile

24-05-2018 | News

Tra incognita Brexit, boom del Rosé negli Stati Uniti, rallentamento...

Droni, bottiglie edibili o vending machine, cosa c'è nel futuro del vino?

23-05-2018 | Trend

I futuri amanti del vino potrebbero essere in grado di...

Ue avvia negoziati commerciali con Australia e Nuova Zelanda

23-05-2018 | Normative

 Il Consiglio europeo ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati...

Anche per spiriti e aceti la sfida della dimensione

23-05-2018 | News

Il valore aggiunto è stato il tema principale dell’annuale Assemblea 2018...

Diversificare, snellire, attivare una filiera allargata: i nodi del vino 4.0

23-05-2018 | News

Non adagiarsi sui risultati raggiunti. Anche se l'export continua a...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini

Please publish modules in offcanvas position.