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Si è svolta oggi, presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, l’audizione della direttrice generale di Confindustria, Francesca Mariotti, nell’ambito del ciclo di audizioni previste per il Ddl Bilancio (S. 2448). Mariotti ha espresso il parere di Confindustria sul Ddl di Bilancio sottolineandone forze e debolezze e affermando che complessivamente non incentiva la modernizzazione delle imprese e non sembra in grado di sostenere le istanze trasformative dell’economia e della società italiana alla base del Next Generation Eu

Ecco i principali contenuti della relazione di Mariotti: 

  • Contesto – Dopo due anni dalla pandemia, l’economia italiana chiuderà l’anno con un dato superiore a quello che aveva stimato il centro studi di Confindustria. La ripresa è stata guidata dall’industria, il tasso del prossimo anno sarà superiore al 4%, chiaramente tutto questo dipende dall’efficacia della campagna vaccinale. Ora è necessario non disperdere il patrimonio in piccoli interessi, l’azione della legge di bilancio deve avere uno spirito di convergenza nazionale. Le risorse e le spinte offerte dal PNRR, secondo Confindustria devono essere utilizzate per superare i nodi strutturali tipici del paese come la bassa crescita e la produttività stagnante. Nei prossimi anni è quindi necessario avere alti tassi di crescita in vista anche dell’alto debito pubblico attuale. Oltre alla ripresa economica del post-Covid, dobbiamo affrontare anche i processi di transizione ecologica e digitale attraverso investimenti e politiche di medio termine, caratterizzate, anche dalla flessibilità e dalla patrimonializzazione delle imprese. Oltre alla gestione della crisi sanitaria, va gestito anche l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, perché anche questi incidono su sopravvivenza delle imprese. Questo è il contesto sul quale Confindustria ha basato le sue valutazioni sulla manovra di Bilancio che si prospetta espansiva con priorità condivisibili come una riduzione della pressione fiscale e il riordino degli ammortizzatori sociali e che hanno portato Confindustria ad essere d’accordo sulle proroghe dell’orizzonte temporale delle misure sostegno alle imprese, del piano 4.0, e dei fondi per internazionalizzazione imprese.
  • Sugar e Plastic tax - Confindustria condivide il rinvio della Sugar tax e della Plastic tax al 2023 e sperano che vengano soppresse. 
  • Ricerca e sviluppo – Secondo Confindustria c'è un’anomalia nelle misure fiscali sulle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e sul patent-box. Queste ultime, secondo quanto riportato dalla Marotti, non sono meramente da confermare ma da potenziare, non solo perché premia la redditività e la competitività delle imprese ma soprattutto perché sono investimenti necessari per traguardare, gestire e sostenere le due transizioni e rendere il paese protagonista nel campo delle nuove tecnologie.
  • Transizione ecologica – Confindustria sostiene che quella della transizione ecologica rappresenta una sfida ineludibile, che necessita di un significativo impegno da parte delle imprese, per questo vanno istituiti sostegni, ammortizzatori pubblici, che aiutino il processo di transizione e confermino la competitività del paese. L’esistenza di fondi, per la transizione ecologica e per la decarbonizzazione dei settori energivori (hard 2 abate) favorirà il processo. Per Confindustria almeno il 50% dei proventi della prossima asta CO2 dovrà avere come destinatari i settori energivori che effettuano investimenti in innovazione di processo sostenibile e che sono a rischio delocalizzazione.
  • Fiscale – Per quanto concerne gli interventi in materia fiscale, la manovra anticipa degli interventi riformatori della legge delega, incremento fondo destinato a riduzione IRPEF e IRAP. Per Confindustria ritiene che queste risorse debbano essere destinate al taglio della componente contributiva del cuneo fiscale, questo cambiamento andrebbe a favore tanto dei lavoratori, stimolano la domanda interna, tanto le imprese, rendendole più competitive. 
  • Rivalutazione marchi - Confindustria esprime preoccupazione in termini di affidabilità per quanto concerne la proroga da 18 a 50 anni del tempo di ammortamento dei marchi rivalutati e degli avviamenti riallineati. Per la Mariotti, questo è un cambio di passo che mina significativamente l’affidamento che le imprese ripongono nello Stato che ha cambiato improvvisamente le misure adottate un anno fa.
  • Canone unico patrimoniale – La valutazione sull’assenza del CUP nella manovra di bilancio per Confindustria è negativa. Gli interventi sul Canone unico patrimoniale, ha riflettuto il Direttore Generale, avrebbero evitato un aggravio in positivo per le imprese di trasporto trasmissione e distribuzione di gas e energia elettrica.
  • Credito e liquidità – Per Confindustria è deludente nel complesso quanto disposto dal Ddl di Bilancio in materia di credito e liquidità, le imprese escono dalla crisi molto indebitate e hanno necessità di supporto, sul fondo di garanzia delle PMI si registrano scelte che depotenziano l’azione, come nel caso del ripristino delle commissioni di garanzia a partire dall’aprile 2022, in una fase in cui scadrà la martoria di legge sulle PMI.
  • Lavoro – La manovra, secondo Confindustria, rinuncia a un intervento di riforma strutturale del sistema degli ammortizzatori sociali. Infatti, è stata recepita solo in parte la richiesta avanzata da Confindustria di occuparsi delle ‘transizioni occupazionali’. Continua a mancare, inoltre, un collegamento efficace tra gli ammortizzatori sociali e le politiche attive. 
  • Proposte – Alla luce di queste considerazioni, Confindustria propone:
    • Investimenti & innovazione: Il credito di imposta per beni immateriali e materiali dovrebbe essere esteso per i beni ordinati nel 2021 e 2022, spostando i termini di consegna a dicembre 2022 e 2023, perché la penuria di materie prime, sta incidendo negativamente sulla capacità delle imprese di rispettare i termini consegna beni già ordinati. Il credito di imposta per il sostegno all’innovazione e alle attività di ricerca, la proroga al 2031 è stata apprezzata ma il decalage al 2023 non vede Confindustria d’accordo, sarebbe, a loro parere, opportuno mantenere al 20% l’aliquota del credito di imposta. Sarebbe utile una misura che agevoli la ricerca effettuata in Italia quando viene richiesta da soggetti non residenti. Inoltre, è necessario un intervento normativo che definisca e operi una distinzione dal punto di vista sanzionatorio amministrativo tra utilizzo di crediti di imposta non spettante e utilizzo di crediti di imposta non esistenti, ad oggi esiste una distinzione sul piano penale ma non amministrativo.
    • Patrimonializzazione e liquidità – Per Confindustria è necessario confermare le misure di supporto già in essere, allungare i finanziamenti oltre il limite di 8 anni e concedere garanzie a condizioni di mercato e consentire alle imprese di accedere a fonti finanziarie alternative; prorogando al 2022 il credito di imposta per la quotazione fino all’estensione alle midcap.
    • Rivalutazione marchi – Per Confindustria vanno confermati i regimi di valutazione e di riallineamento, trovando soluzioni diverse rispetto a quella prevista di allungamento a 50 anni. 
    • Perdite fiscali – Quella della manovra di Bilancio è, secondo a Mariotti, l’occasione giusta per avviare una riflessione sulle modalità di utilizzo delle perdite fiscali prevedendo meccanismi carryback ovvero, valutando la possibilità di riliquidare i redditi di esercizio precedenti a quelli di realizzo della perdita ottenendo il riconoscimento di un credito di imposta o di rimborso delle somme versate. Analogamente utili, sarebbero interventi su deducibilità interessi passivi.
    • Misure lavoro e welfare – Sarebbero inoltre, utili delle disposizioni che riconoscano al datore di lavoro la possibilità di farsi carico degli oneri relativi al riscatto di eventuali periodi retributivi, ad oggi questa possibilità è al carico del lavoratore, se questo cambiasse sarebbe possibile per il datore di lavoro dedurre l’onere sostenuto. Per rafforzare le pensioni, inoltre, per la Mariotti, dopo 14 anni dalla prima campagna per la previdenza complementare, potrebbe essere utile riaprire una finestra temporale in cui valga il silenzio assenso per l’adesione ai fondi pensione. 
  • Considerazioni conclusive  Per Confindustria la manovra, nonostante alcuni interventi positivi, non aiuta la modernizzazione delle imprese, e non sembra in grado di sostenere le istanze trasformative dell’economia e delle società italiane alla base del Next Generation Eu. Occorre, quindi, ravviare discussioni sulla ricomposizione delle filiere produttive anche alla luce dell’impatto che subiranno a fronte delle transizioni. Confindustria si auspica che il passaggio parlamentare sia l’occasione per rimediare a quelli che sono stati interventi sbagliati come la rivalutazione degli asset di impresa, il credito di imposta.

Link al video dell’audizione.

 

 

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