Studi e Ricerche

Secondo uno studio di Confindustria, l'avvio del taglio dei tassi da parte della Bce segna un miglioramento dello scenario economico, ma l'inflazione resta elevata. Il primo trimestre del 2024 ha visto una crescita del Pil italiano, sostenuta dai settori delle costruzioni e dei servizi. La riduzione dei tassi e i positivi segnali sui consumi prefigurano una minore flessione nell'industria nel secondo trimestre. Il turismo continua a crescere, alimentando l'export netto, mentre l'import diminuisce. Tuttavia, la fiducia delle imprese rimane bassa, aggravata da problemi nei trasporti e nei prezzi dell'energia.

A giugno, la Bce ha ridotto i tassi al 4,25%, ma i mercati prevedono solo un ulteriore taglio dello 0,25% entro il 2024 a causa dell'inflazione ancora alta. Finora, non ci sono stati impatti significativi sul cambio dollaro/euro, stabile a 1,08. Gli spread sovrani hanno risentito poco delle elezioni europee, con il differenziale Btp-Bund a 141 punti l'11 giugno.

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L'inflazione presenta ampi divari tra i paesi. In Italia è stabilmente bassa (0,8% annuo a maggio), grazie alla riduzione dei prezzi energetici (-11,7%) e al calo dei prezzi core al 2,0%. Nell'Eurozona, l'inflazione è in risalita (2,6% totale), mentre negli Usa è al 3,3%.

Il prezzo dell'energia mostra dinamiche opposte: il petrolio scende ma rimane elevato (78 dollari al barile a giugno), mentre il gas europeo aumenta (34 €/MWh a giugno), con ripercussioni sui prezzi di elettricità e gas.

Lo scenario per i servizi è meno roseo. La fiducia delle imprese è scesa per due mesi consecutivi, mettendo in dubbio la crescita nel secondo trimestre. L'industria mostra segnali di ripresa, con l'Rtt che indica un recupero dei livelli di fatturato di febbraio.

La domanda interna presenta luci e ombre. Nel primo trimestre, sono cresciuti i consumi (+0,3%) e gli investimenti (+0,5%), ma gli investimenti in costruzioni sono attesi in frenata. Cresce l'occupazione, ma cala la produttività, soprattutto nell'industria.

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L'export di beni mostra segnali di miglioramento, con le esportazioni italiane in aumento ad aprile (+2,3% in valore, +3,8% extra-Ue) dopo la contrazione del primo trimestre. Nell'Eurozona, la fiducia è in ripresa, ma sotto il livello medio del 2023. Negli Usa, l'industria è debole mentre il mercato del lavoro è in buona salute. In Cina, l'industria corre, trainata dall'export.

In sintesi, lo scenario economico italiano presenta segnali di ripresa ma con molte incertezze. La riduzione dei tassi e la crescita del turismo alimentano l'ottimismo, ma l'inflazione elevata e la bassa fiducia delle imprese pongono sfide significative. I prossimi mesi saranno cruciali per capire se l'economia italiana riuscirà a consolidare la ripresa o se dovrà affrontare nuove turbolenze.

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