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Alimenti e bevande sono sicuro. Lo confermano tutti ii principali organismi sanitari nazionali, sovranazionali ed internazionali, sottolineando che al momento non ci sono evidenze scientifiche che il cibo sia una fonte di trasmissione del virus Covid-19. 

I pareri si possono consultare presso:

European Food Safety Authority

- Food Safety Authority of Ireland (FSAI) - Autorità irlandese per la sicurezza alimentar

- WHO - World Health Organization

- FDA - Food and Drugs Administration is working with U.S. Government partners, including the U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

BFR - Bundesinstitut für Risikobewertung - Istituto federale per la valutazione dei rischi tedesca.

"Capisco perfettamente il tema, però non c'è necessità di avere un marchio 'virus free', perché i nostri prodotti non sono diversi da prima, non c'è il contagio attraverso, ad esempio, il vino". Aveva affermato anche il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ospite di "Circo massimo" su Radio capital, rispondendo alla domanda sulle richieste da parte di alcuni Paesi di avere certificazioni 'virus free' su produzioni italiane.

In questi giorni, la European Food Safety Authority (EFSA) ha diramato un comunicato stampa, secondo il quale attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del coronavirus. Tale comunicato, riportato integralmente a questo link, è disponibile in italiano, francese, inglese e tedesco. Le SS.LL. sono chiamate a dare massima diffusione a questa fonte (in particolare con l'ausilio degli Uffici ICE, presso importatori e distributori di cibo italiano) per contrastare i casi di ostacoli alla libera circolazione delle merci italiane sui mercati esteri, proseguendo nell'azione di tutela dei prodotti agro-alimentari italiani, come da istruzioni trasmesse con il messaggio in riferimento.  Come noto, l'EFSA è un'agenzia dell'Unione Europea con sede a Parma, che fornisce attività di consulenza specialistica per consentire alle Istituzioni europee di prendere decisioni efficaci e puntuali in materia di gestione del rischio, con l'obiettivo di proteggere la salute dei consumatori europei e la sicurezza del cibo e della catena alimentare.  "Coronavirus: non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione. L'EFSA osserva con attenzione la situazione relativa all'epidemia di coronavirus (COVID-19) che sta interessando un gran numero di Paesi in tutto il mondo. Attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus.  Ha commentato Marta Hugas, direttore scientifico EFSA: "Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo".  Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha affermato che, mentre in Cina sono stati gli animali la probabile fonte dell'infezione iniziale, il virus si sta diffondendo da persona a persona, principalmente tramite goccioline respiratorie che le persone emanano quando starnutiscono, tossiscono o espirano. Maggiori informazioni su coronavirus e alimenti sono reperibili su queste domande frequenti del BfR, l'organismo tedesco preposto alla valutazione del rischio.  Scienziati ed Enti di tutto il mondo stanno monitorando la diffusione del virus e non si registrano segnalazioni di trasmissione tramite il cibo. Per tale motivo l'EFSA non è attualmente coinvolta nella risposta ai focolai epidemici di COVID-19. Sta tuttavia controllando la letteratura scientifica per eventuali nuove e pertinenti informazioni.  Per quanto concerne la sicurezza alimentare l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha emanato una serie di raccomandazioni precauzionali tra cui consigli di buone pratiche igieniche durante la manipolazione e la preparazione dei cibi, come ad esempio lavarsi le mani, cucinare a fondo la carne ed evitare potenziali contaminazioni crociate tra cibi cotti e non. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web DELL'OMS.

 

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