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L'Aceto Balsamico di Modena sia stato inserito nella lista delle 100 Dop/Igp che saranno tutelate in Cina. "Questo risultato è un tassello importante per l'espansione commerciale del nostro prodotto e il risultato di un intenso lavoro del Consorzio sul fronte della tutela e della promozione della Denominazione. L'accordo fra la Commissione europea e il Governo cinese definisce un quadro di regole certe che vanno a vantaggio dei nostri imprenditori. La Cina riconosce una grande denominazione e le attribuisce la protezione che merita". Così Federico Desimoni, direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp, commenta l'intesa sottoscritta ieri fra il Commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan e dal ministro del Commercio cinese Zhong Shan. 

L'accordo prevede una reciproca tutela per 100 Dop/Igp europee in Cina e per altrettante Igp cinesi in Europa. L'Aceto Balsamico di Modena è stato inserito nella lista delle 26 Dop/Igp italiane che saranno tutelate in Cina. Adesso l'accordo deve essere esaminato da Consiglio e Parlamento Europeo. La Commissione prevede che sarà operativo entro la fine del 2020.

“La tutela internazionale delle IG europee è una problematica tanto importante quanto complessa e la strada tracciata dal sistema di registrazione dei marchi collettivi e di certificazione ha offerto delle soluzioni che non sempre sono state adeguate alle necessità e alle possibilità dei Consorzi - commenta Desimoni -. Ad oggi, riteniamo che la negoziazione internazionale, anche quella bilaterale, rimanga la migliore soluzione possibile tra quelle realisticamente praticabili e contribuisce a diffondere a livello globale l’idea che le indicazioni geografiche sono un diritto a cui deve essere riconosciuta una protezione giuridica. Ovviamente, il giudizio pratico su un accordo dipende fortemente dai contenuti specifici che talvolta sono buoni ed altre volte meno positivi in un difficile equilibrio tra rischi e opportunità. Un criticità più volte segnalata è l’adozione del sistema delle liste che, per ovvi motivi, è da alcuni ritenuto un criterio non ottimale, ciononostante, si deve riconoscere che questo sistema ha permesso di siglare vari accordi e di riconoscere la tutela a tanti prodotti italiani che diversamente sarebbero rimasti privi di strumenti di difesa legali efficaci. In questo caso, conclude il Direttore, l’accordo tra UE e Cina ci vede molto soddisfatti perché offre alla nostra denominazione una tutela piena e senza condizioni ed estende anche in quell’importante mercato buona parte delle norme oggi applicabili all’interno del territorio comunitario”.

 

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