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Nessun via libera - per il momento - all’aumento delle accise per il vino in Europa. Dalla riunione di oggi dell’Ecofin (i ministri delle Finanze dei Paesi membri) non è emerso infatti un totale accordo sulla proposta della presidenza rumena volta a consentire agli Stati membri l’adozione di un sistema unico di tassazione delle bevande alcoliche.

Di fatto i ministri, pur approvando in larga misura la proposta di compromesso della presidenza, non hanno raggiunto un accordo complessivo.

Si è convenuto di ritornare sull’argomento in una delle prossime riunioni.

In particolare occorre un supplemento di dibattito su 5 argomenti.

- Articolo 3 sul grado plato: la Romania ha proposto un periodo transizione fino al 2030 in cui gli Stati membri possono continuare ad utilizzare i sistemi attuali.

- Articolo 9 sui piccoli produttori di vino: la Romania propone un livello di compromesso a 1000 ettolitri per il diritto ad accise ridotte, con esclusione per Malta.

- Articolo 23 su metodi alternativi per il calcolo delle accise: la Romania propone di ammettere il calcolo in base alle percentuali di volume alcolico fino al 2030 e solo dopo valutare il sistema.

- Articolo 27 sulle esenzioni per i prodotti alcolici utilizzati nella produzione di cibi. 

- Articolo 22 sulle piccole distillerie artigianali: la Romania propone un limite massimo di 175 litri per l’esenzione.

La Commissione sostiene da un lato che il testo presentato dalla presidenza rumena consente di ridurre i costi per i piccoli produttori ma allo stesso tempo fa notare che non sia stato valutato appieno l’impatto della modifica del sistema di calcolo delle accise. Inoltre la Commissione è contraria all’esenzione per le piccole distillerie e ritiene che il limite di 175 litri sia troppo elevato. Infine ritiene necessaria una ulteriore consultazione del Parlamento europeo sull’argomento.

La maggioranza degli Stati membri ha dichiarato che sono necessari ulteriori confronti a livello tecnico.

Solo Italia, Spagna, Grecia e Portogallo si sono opposte alla possibilità di utilizzare metodi alternativi per il calcolo delle accise. Anche la Germania ha sottolineato la necessità di ulteriori valutazioni (anche legali) sull’impatto delle eventuali modifiche.

Romania, Estonia, Svezia e Irlanda si sono dette invece a favore della proposta della presidenza rumena.

Lussemburgo, Slovenia e Slovacchia erano pronte ad adottare il testo così com’era.

Rispetto all’accisa ridotta per i piccoli produttori, l’Italia ha messo in guardia sui rischi di concorrenza sui mercati.

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