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Nel Regno Unito i consumi di vino perdono terreno, compressi dagli altri alcolici. Il mercato delle bevande alcoliche, infatti, è in fermento e il vino non ha più i privilegi di prima. La birra artigianale ora parla di provenienza, ingredienti e stile, mentre il gin è diventato una categoria straordinariamente vibrante e accattivante. Entrambe queste tendenze si riflettono nel comportamento dei consumatori di vino: la proporzione di bevitori regolari di vino del Regno Unito che affermano di bere birra e gin è aumentata significativamente tra il 2017 e il 2018, rispettivamente dal 52% al 63% e dal 36% al 44%.

Tra le cause, anche il fatto che il vino sta diventando anche una bevanda costosa. Grazie in parte all'aumento dei dazi, ma anche ai movimenti valutari negativi, i consumatori ora devono spendere di più per una bottiglia. Rispetto a un anno fa, in media, la spesa dei consumatori è aumentata del 30% a bottiglia per le occasioni di consumo a casa e di 50p a bottiglia negli acquisti on-trade. La spesa media prevista per il vino per una cena formale a casa è ora £ 8,40 a bottiglia e £ 17,30 una bottiglia per una cena formale in un ristorante. Negli ultimi 12 mesi, una percentuale maggiore di consumatori regolari di vino nel Regno Unito pensa che "il vino sia una bevanda costosa". Con una nota positiva, dal momento che mostrano anche un aumento dei livelli di coinvolgimento nella categoria del vino, quindi ponderano di più il loro acquisto. Tuttavia non è sorprendente vedere i livelli di domanda cambiare alla luce dell'aumento dei prezzi, proprio in un momento di crescita zero dei salari reali nell'economia, inoltre il senso di incertezza tra i consumatori causato dalla potenziale uscita dall'Ue il prossimo marzo fortifica questo trend.

C’è da dire anche che le persone stanno riducendo il consumo di alcol, soprattutto le nuove generazioni. Il rapporto UK Landscapes di Wine Intelligence rivela che il 43% dei bevitori regolari di vino del Regno Unito sta attivamente cercando di ridurre il consumo di alcol. Questo è più evidente tra i Millennials, con il 59% dei consumatori sotto i 35 anni che sta tagliando i consumi. La capitale guida questa tendenza: il 62% dei bevitori di vino regolari a Londra sta riducendo rispetto al 40% di tutti i bevitori regolari di vino fuori Londra che diminuiscono il consumo di alcol. Per ora, i minori volumi consumati vengono mitigati da quelli che vengono definiti "bevitori di vino", cioè le persone con età superiore ai 55 anni che rappresentano il 42% della popolazione totale di consumatori di vino e che sono più propensi a continuare a bere, con solo il 33% di questi che modifica il consumo di alcol.

Per finire, la Brexit sta gettando un'ombra sul settore. Mentre i dati suggeriscono che l'atteggiamento dei consumatori verso specifici paesi produttori vinicoli sono apparentemente non influenzati dall'imminente partenza (o meno) dall'Ue, le vendite segnalano condizioni di mercato difficili nel periodo che precede il Natale, e ovviamente rimane il potenziale per l'interruzione generalizzata delle catene di approvvigionamento e l'esposizione valutaria, se il paese dovesse muoversi verso uno scenario disordinato di Brexit "senza accordo".

 

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