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Ricerca, nuove colture e mercati sono stati i temi al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina su “Mercati del vino e innovazioni in vigna” promosso a Palazzo Rospigliosi a Roma dal Comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti. 

"In particolare si è cercato di superare il tabù che riguarda le nuove colture", afferma Piero Mastroberardino presidente Gruppo Vini di Federvini, ovvero piante che consentano di incrementare la resistenza in un contesto produttivo sempre più esposto alle variazioni climatiche. “Sono d’accordo nel ritenere che sia una strada da percorrere - sostiene Mastroberardino -. Se non si conosce non si può nemmeno decidere la reale utilità o dannosità. Secondo me il tema della riduzione dell’impatto ambientale attraverso nuove varietà più resistenti alle patologie è strategico: bisogna lavorare alla creazione di un buona sperimentazione su tutto il territorio nazionale, in modo da studiare tutte le zone viticole”. Secondo gli studi, la percentuale di componente ‘ibrida’ attraverso i vari stadi di sperimentazione arriverebbe a pesare alla fine solo per il 5% sulle attuali varietà, ma con la capacità di abbattere al 10% la necessità dei trattamenti.

Al centro del dibattito, però, c'è stato anche il  tema dei mercati esteri. Il focus si è concentrato sulla Germania, che per il vino italiano è tra i principali Paesi di sbocco, sebbene con valori compressi. “Il nostro vino ha un potenziale enorme in Germania - commenta Mastroberardino - per la sua qualità, varietà e carica emotiva. Inoltre, la Germania è un Paese che ha una grande necessità di importare, dal momento che la produzione interna soddisfa appena il 40% dei consumi”. Il punto chiave su cui puntare, quindi, secondo le conclusioni del convegno, resta quello della formazione e dell’engagement del consumatore per aumentare il valore. “Il nostro vino ha una grande qualità, ma un prezzo che non gli rende giustizia. Sarà la sfida del futuro aumentare questo valore”.

 

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