In Turchia una nuova rotta del vino intreccia archeologia, col cavallo di Troia a dominare il paesaggio lungo l'Egeo, e la Troia Wine Route, via del vino della provincia di Çanakkale, presentata a Roma dell'ufficio culturale dell'Ambasciata.
Il nuovo itinerario enoturistico nella Troade coinvolge cinque produttori, quattro vitigni autoctoni e strutture vocate per gastronomia e ospitalità attive tutte l'anno, per rispondere ad un turismo destagionalizzato in controtendenza rispetto alla visita mordi e fuggi.
Il progetto si sviluppa nell'antica regione della Troade, e mette in rete le aziende vinicole della penisola di Gallipoli, dell'area di Eceabat e dell'isola di Bozcaada con alcuni dei principali luoghi culturali del territorio, a partire dall'Antica Città di Troia e dal Museo di Troia. L'obiettivo dichiarato è trasformare la tradizionale visita in cantina in un'esperienza di viaggio più ampia, da vivere nell'arco di due o tre giorni.
Uno degli aspetti centrali della Troia Wine Route è la valorizzazione del patrimonio ampelografico locale. A Bozcaada, storicamente conosciuta con il nome di Tenedo, il Bozcaada Çavuşu rappresenta una delle uve più rappresentative del territorio: si distingue per acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico marcato, e nel 2020 ha ottenuto il riconoscimento di indicazione geografica. Accanto al Çavuşu si trova il Vasilaki, varietà bianca a maturazione precoce.
Entrambe le uve danno origine generalmente a vini leggeri e aromatici, con acidità contenuta, e si prestano sia alla vinificazione in secco sia a produzioni da uve appassite. Tra le uve rosse spicca il Kuntra, conosciuto anche come KarasakÕz, diffuso tra Bozcaada e l'area di Bayramiç, da cui si ottengono vini dal corpo agile, tannini contenuti e profili in cui possono emergere note di ciliegia e ribes rosso. Il Karalahna esprime invece una maggiore struttura, con richiami a frutti neri, spezie e terra, una trama tannica più decisa e una migliore attitudine all'affinamento.
Anche l'Iliade contiene riferimenti al vino e al suo ruolo nella vita quotidiana e rituale: nel VI libro, ad esempio, Ecuba offre del vino a Ettore prima del suo ritorno in battaglia. Il richiamo a Omero e al concetto di "memoria della terra" è peraltro testimoniato da una mostra (Troia e Roma, Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico) visitabile fino al 18 ottobre presso il parco archeologico del Colosseo, che attesta il profondo legame tra l'Antica Roma e la Troade. Entrambe non soltanto terra di archeologia e mito, ma territorio del vino, della vite e dell'enoturismo contemporaneo.
