Itinerari

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Venerdì, 10 Agosto 2018

Una vacanza tra il fiume e il vino del Friuli Venezia Giulia

di Teresa Capodimonte

Il Tagliamento è un fiume che ha segnato la storia del Friuli Venezia Giulia. E anche la cultura, gli stili di vita, la lingua. Il grande fiume non finisce mai di stupire per le trame che sa creare con le sue anse, l’ampio letto, la vegetazione che l’impreziosisce. Nelle colline circostanti e nel territorio del Pordenonese un mix unico di architetture rurali, corsi d’acqua limpidissimi, pittoreschi borghi e verdi boschi, da ammirare attraverso scorci sempre diversi a seconda della prospettiva di osservazione.

I terreni, di origine alluvionale, simili a steppe, sono prevalentemente sassosi e ghiaiosi. Vengono chiamati Magredi, perché sono costituiti da terreno magro, povero di sostanze nutrienti e molto arido. Infatti, nonostante l’alta concentrazione di piogge, l’enorme permeabilità del suolo determina l’immediata dispersione dell’acqua che risale in superficie a valle, nella zona delle risorgive. Questo suolo si è formato nel corso dei millenni da materiale di deposito dei fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. La presenza delle pietre - le grave - di dimensioni più minute mano a mano che ci si avvicina al mare, garantisce condizioni climatiche costanti, grazie alla loro naturale attitudine ad accumulare calore durante la giornata per poi rilasciarlo durante la notte; fattore importante per la maturazione delle uve. Infatti questo territorio è ricco di viticoltura, praticata dai popoli che si sono susseguiti nel corso dei secoli in questa vasta pianura.

Una visita nelle cantine per degustare le caratteristiche peculiari con cui si esprimono i vini - freschi, fruttati, eleganti nelle varietà bianche e armonici, di corpo, profumati in quelle rosse - è quasi d'obbligo. Le Grave danno il nome alla più vasta zona DOC della regione,che si estende nella parte occidentale del Friuli Venezia Giulia, dalla pedemontana al mare, è delimitata dal corso del fiume Tagliamento e dal confine con la regione Veneto.

Spilimbergo, città del mosaico per eccellenza, sede della Scuola Mosaicisti del Friuli. La cittadina è stata premiata nel 2013 come “Gioiello d’Italia”. Da vedere il Duomo con gli affreschi trecenteschi, del Castello con il suo Palazzo Dipinto, del Palazzo di Sopra nel borgo Valbruna, la Chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone ed il centro storico con i suoi vicoli e portici .

Valvasone, uno dei borghi più belli d’Italia. Visitare del centro, tra i vicoli dell’antica struttura medioevale, dal Duomo fino al Castello. Il Duomo custodisce un prezioso organo cinquecentesco di Vincenzo De Columbis, di scuola veneziana, mentre il castello ospita il più piccolo teatro d’Europa.

Aquileia, fondata nel 181 a.C., ha un’area archeologica di eccezionale importanza, considerata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Gli scavi hanno messo in luce resti del foro romano e di una basilica, del sepolcreto e di pavimenti in mosaico. Ingresso consigliato alla splendida Basilica di S. Maria Assunta, eretta su un edificio del IV sec. su cui vennero effettuati nei secoli successivi numerosi ampliamenti (poi in gran parte distrutti durante le invasioni barbariche). Qui si possono ammirare anzitutto i famosi mosaici paleocristiani (IV sec.), che costituiscono una tappa fondamentale nella storia dell’arte italiana. Palmanova, unica nel suo genere perché la sua pianta è geometricamente perfetta. E’ a forma di stella a nove punte, circondata da mura e fossati che per circa sette chilometri formano questa cornice così armoniosa. Sei strade convergono verso il centro, ad una piazza esagonale, talmente perfetta che al suo interno è facile restare confusi, trovandosi di fronte a un panorama pressoché identico a 360°. 

San Vito al Tagliamento. Cittadina dinamica e vivace, terra antichissima che vanta nobili tradizioni storiche, culturali e artistiche. Il centro storico offre numerose perle: il Duomo, dove sono custoditi i meravigliosi affreschi del Bellunello e dell’Amalteo, con il campanile in stile veneziano, del XV secolo, opera di Giovanni da Pordenone, splendidamente restaurato e Piazza del Popolo, salotto della città, dove si affacciano i palazzi più belli.

Sesto al Reghena merita una sosta per la visita alla bellissima Abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis. Di fondazione longobarda, fu così chiamata perchè anticamente si trovava in un fitto bosco o selva, ed è una delle più importanti istituzioni monastiche del Friuli Venezia Giulia, il cui atto di donazione compì nel 2012 i primi 1.250 anni. 

 

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