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Venerdì, 07 Giugno 2019

Le strade enologiche dei Longobardi

di Redazione

Dalle strade a scorrimento enologico fino al Museo del Cavatappi, alle cantine subacquee e ai Festival con degustazione. Tutte le strade portano al vino. O meglio, ogni vino trova la propria strada. Accade così che, in un territorio ricco di vigneti come quello della provincia di Brescia, siano gli stessi acini a dettare la traiettoria di itinerari che non parlano solo di metodi di produzione, di bouquet e di invecchiamento, ma anche di culture e storie molto diverse tra loro. Tutte sono però unite dalla stessa passione per un calice identitario che trasmette il gusto per il fare e per la conservazione di caratteri comuni ai paesaggi e ai luoghi di provenienza.

Tra la città di Brescia, le ultime propaggini delle Prealpi bresciane e il territorio pianeggiante a Sud-Est, la Strada del Vino Colli dei Longobardi è un itinerario enogastronomico che si insinua in un’area tradizionalmente animata dalla produzione vitivinicola. Dal vigneto urbano del Pusterla, anticamente utilizzato per la mensa delle monache desideriane del monastero di S. Giulia, il percorso si sposta in pianura verso Azzano Mella, corte donata da Carlo Magno al monastero di S. Salvatore in Brescia, di fondazione longobarda. Spostarsi lungo il tragitto significa tuffarsi nella storia di centri come Pongatello, Cipriano del Colle, Poncarale, Fiero e Montirone, in una distesa di filari che giunge fino alla collina di Castanedolo.

La Strada prende il via a Brescia, dal versante Nord del Colle Cidneo, sul quale si trova il vigneto della Pusterla: è il vigneto urbano produttivo più grande del mondo, unico ed esclusivo vino della città. Per questo è facile dedurre che il suo prodotto rifornisse la mensa delle monache desideriane dell’antico monastero longobardo di S. Giulia posto sul versante sud del colle Cidneo.
Il percorso volge a sud, in direzione della pianura verso Azzano Mella, corte donata da Carlo Magno, nel sec. IX, al monastero di S.Salvatore in Brescia, fondato da Desiderio, ultimo re longobardo.
Sulla strada si incontra Pontegatello dove, nel primo medioevo sorgeva un ospizio per viandanti, trasformato poi in osteria frequentata da giocatori d’azzardo.
Si giunge a Capriano del Colle, antica terra di boschi e campagne fertili, proprietà delle più blasonate famiglie bresciane.

Lasciate le pendici del Monte Netto per dirigersi verso la collina di Castenedolo è giocoforza lambire i centri di Poncarale, Flero e Montirone.

Flero fu un prospero centro religioso, come attestano i numerosi edifici sacri, primo fra tutti la Parrocchiale dedicata a San Paolo, costruita nel XIII secolo ed ampliata all’inizio del Novecento. La Strada raggiunge Castenedolo e la sua Collina. Il paese, da sempre dedito all’agricoltura, fu dato in feudo, nel 1428, al conte di Carmagnola.

Info: www.stradadelvinocollideilongobardi.it

 

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