Dall'estero

Il marchio italiano più conosciuto dai cinesi? Resta la Ferrari, con buona pace dei produttori di vino, cibo e design. In un'indagine dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor su un campione di 2.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong, il marchio del cavallino guida i brand italiani più noti ai consumatori cinesi con il 18%. Seguono a distanza un generico "pasta" (10%), Gucci (9%), Barolo e Fiat al 5% e Armani al 4%. Ma quasi 7 intervistati su 10 non sono in grado di citare alcun simbolo del made in Italy. 

18.09 percezione made in Italy in Cina"Un gap di conoscenza - nota l’indagine Percezione e posizionamento del made in Italy in Cina - cui fanno da contraltare le intenzioni di acquisto dichiarate dai consumatori, che prevedono un aumento della spesa nei prossimi 2-3 anni di prodotti italiani in particolare per cibo, vino e moda". In generale la curiosità verso ‘nuovi prodotti italiani a oggi non disponibili’ è alta, soprattutto per il cibo (51%) e la moda (45%), seguiti da vino e arredo (29%) e l’auto (17%). 

“La missione in Cina del ministro Di Maio di questi giorni - dice la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - riporta l’attenzione sulla necessità di ancorare la promozione e la conoscenza del made in Italy su fatti concreti e non su annunci fine a se stessi. Il peso dell’Italia sul totale delle importazioni cinesi è ancora minimo: con un valore di 18 miliardi di euro, il made in Italy vale infatti solo l’1% del totale delle importazioni cinesi e occupa il 22° posto nella classifica dei Paesi fornitori. Una quota di mercato che si abbassa ancora di più se si considera il solo import agroalimentare, allo 0,5%, che riesce a far sembrare gigantesca pure la nanoshare del nostro mercato vinicolo, attorno al 6%. C’è spazio e c’è voglia di made in Italy – ha concluso –, i consumatori sono curiosi, ma per tradurre questo gap in potenziale dobbiamo imparare a raccontarci a partire dal prodotto”.

Nell’analisi sulla perception tra Italia, Giappone, Usa e Francia, l’aggettivo/immagine riservato al Belpaese è quello della passione, mentre il Giappone si distingue per cultura/tradizione, qualità, salute/benessere e risparmio. In generale l’affermazione dell’unicità dello charme francese è evidente e si evidenzia nell’estetica/bellezza, stile/eleganza e status symbol/lusso. Agli Stati Uniti viene associata l’immagine di creatività e dell’innovazione.

Conai: dal 2022 ridotto il contributo ambientale per imballaggi

23-10-2021 | News

Il Consiglio di amministrazione CONAI ha deliberato un’ulteriore riduzione del...

Sui social si parla sempre più di food (+57,4%) e di vino (+29,1%)

23-10-2021 | Studi e Ricerche

In questi ultimi anni il settore del food ha lanciato...

Aceto Balsamico di Modena Igp vince il premio Smau all'innovazione

23-10-2021 | News

Aceto Balsamico di Modena sempre più “innovativo”: al video immersivo...

Esonero contributivo per il periodo di febbraio 2021: ecco la circolare INPS

22-10-2021 | Normative

Segnaliamo la pubblicazione della circolare n. 156 del 21 ottobre...

Noli alle stelle, aumenti record per materie prime ed energia: così si rischia di vanificare la ripresa

22-10-2021 | News

Federvini lancia l’allarme sulle prospettive per i vini, gli spiriti e...

Vision 2030, il primo progetto che unisce manager, imprenditori e professionisti del vino

22-10-2021 | News

“Vision 2030 è un progetto esteso ai contributi di professionisti...

© 2021 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini.

Please publish modules in offcanvas position.