L'arte del bere

Un panorama a 360° all'insegna del gusto e dello stile mediterraneo

Una Barbera d’Asti affinata in musica da un grande maestro d’orchestra e compositore. Accade a Rocchetta Tanaro (Al): poco più di 1500 abitanti tra vigne e boschi del parco naturale nel cuore del Monferrato astigiano. Terra di «quieta follia», amava definirla Bruno Lauzi, che incontra ora il genio allegro di un napoletano: Peppe Vessicchio, da tutti conosciuto come il maestro del Festival di Sanremo. Nasce così “Rebarba” la nuova Barbera d’Asti vendemmia 2016 armonizzata in musica e firmata da una cantina locale. 

Un’idea cresciuta nell’amicizia che il cuoco Beppe Sardi condivide con Vessicchio e Giulio Porzio, presidente della cantina: «Il maestro Vessicchio – racconta Porzio - ha prima fatto una prova su una nostra bottiglia di Barbera e abbiamo visto che il vino armonizzato con la sua musica era più buono e piacevole. Così abbiamo sposato questo stravagante, innovativo e divertente progetto. Da un anno il maestro viene regolarmente in cantina a suonare per le botti colme di “rossa” vendemmiata nel 2016». Il risultato di questo lavoro è stato presentato il 10 giugno con il debutto della nuova etichetta “Rebarba”: «Il nome – spiega il presidente di Post dal Vin – è stato scelto da Vessicchio: è un anagramma di Barbera ed è il re della barba e della Barbera». Anche il disegno sull’etichetta ricorda il volto del maestro napoletano. Sono già pronte 4mila bottiglie. Il vino per imbottigliarne altre 4mila è in fase di trattamento.

Il trattamento viene spiegato direttamente da Vessicchio: «Dopo tre anni di risultati affermativi forniti da palati eccellenti in seguito a test dimostrativi, la tecnica di “armonizzazione” del vino promossa e attuata da me in collaborazione con Michele Carone e Andrea Rizzoli arriva nelle terre della Barbera d’Asti. Le nuove aggregazioni supramolecolari indotte da questo affinamento chiamato Freman, FREquenze e Musica Armonico-Naturale, sono riscontrate come migliorative del prodotto sotto vari aspetti, anche quello della digeribilità. Questa nuova condizione è anche testimoniata da strumentazioni usate in ambito fisico». 

Il compositore non è nuovo a questo genere di stravaganze: già in passato aveva utilizzato Mozart tra i filari per tenere lontani oidio e peronospora dalle viti di nebbiolo nel Roero. Ora si spinge oltre con dei complici nel Monferrato, confermando un’altra convinzione di Lauzi: “I piemontesi sono brasiliani con la nebbia dentro”. 

 

Barolo e Amarone i più conosciuti dai cinesi ma il primato della popolarità va alla Ferrari

18-09-2018 | Estero

Il marchio italiano più conosciuto dai cinesi? Resta la Ferrari...

Vini Doc Sicilia a quota 50 milioni di bottiglie

18-09-2018 | Trend

I 50 milioni di bottiglie prodotte da gennaio a luglio...

“No Italy, no Cocktail”: i bartender americani alla scoperta della tradizione italiana

17-09-2018 | News

Nel 2018, l’Agenzia ICE – Istituto per il Commercio Estero...

Centinaio: accordo con Alibaba per vendere ai cinesi il vero made in Italy

15-09-2018 | News

Un accordo con il gigante dell'ecommerce Alibaba per dedicare una...

I Supertuscan come una Bamboo di Gucci? "Vino pret-à-porter", trucchi e consigli per tutte le wine lover

14-09-2018 | Arte del bere

Esce  in libreria  per Rizzoli Illustrati "Vino pret-à-porter" di Francesca Negri...

Tailandia: slitta a marzo 2019 l’entrata in vigore del nuovo certificato di analisi

14-09-2018 | Normative

La Tailandia richiede un nuovo certificato di analisi che deve...

© 2018 Federvini - Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini

Please publish modules in offcanvas position.