L'arte del bere

Un panorama a 360° all'insegna del gusto e dello stile mediterraneo

Dei 384 operativi in giro per il mondo non uno è italiano. Nonostante i numeri del vino made in Italy. Grande potenza sui mercati internazionali ma senza neanche un Master of Wine per comunicare in manera "certificata" l'eccellenza enoica italiana. Certo, come molti sottolineano, si tratta di professionalità molto legate al mondo anglosassone ma ormai nessuno nega la loro popolarità e il loro peso nel mondo internazionale del vino. Qualche connazionale sta tentando l’impervia strada dei Master of Wine ma per il momento ancora nessuno è riuscito a raggiungere la meta. Sarà per la lingua (tutto si deve svolgere in un inglese impeccabile) o per i costi (tra viaggi, corsi ecc decisamente non alla portata di tutti) ma tant’è.

La famiglia Cecchi, prestigiosi produttori in Chianti, ha quindi preso l'iniziativa di sostenere con una borsa di studio uno degli aspiranti MW italiani.

Si tratta di Gabriele Gorelli, toscano. Ma la scelta non è caduta su di lui per vicinanza geografica: i Cecchi hanno lanciato un contest per identificare la persona giusta. L’unico, comprensibile, requisito richiesto oltre a una adeguata conoscenza generale era una solida competenza sui vini del Chianti e Chianti Classico. “Lo standard dei candidati era sorprendentemente alto – ha detto Andrea Cecchi – e ognuno di loro ha portato una prospettiva interessante sulla comunicazione dei vini dell’area”.

Gorelli riceverà quindi 1.500 sterline per sostenere le spese del secondo anno di studi. Per ottenere il diploma bisogna superare tre corsi e redarre una tesi finale su un tema collegato al vino all’interno di un contesto più vasto a scelta (scienze, arte, scienze sociali e umane). In bocca al lupo a Gabriele.

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