Studi e Ricerche

L’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha recentemente pubblicato un report sui vitigni nel mondo da uve di vino e uve da tavola. Lo studio riguarda il 75% della superficie vitata nel mondo, esamina 44 paesi dal 2000 ed è focalizzato sulle superfici viticole superiori a 65.000 ha e le 10 principali varietà.

A livello mondiale, la varietà più diffusa è il vitigno Kyoho (uva da tavola) di origine giapponese, coltivato prevalentemente in Cina. Il secondo tipo è il Cabernet Sauvignon (uva da vino) con 341.000 ha, coltivati in Cina, Francia, Cile, Stati Uniti, Australia, Spagna, Argentina, Italia e Sud Africa. Al terzo posto, la varietà Sultanina con 273.000 ha originaria dell’Afghanistan e diffusa soprattutto come uva da vino in Turchia e negli Stati Uniti ed in particolare utilizzata per il distillato Raki. Al 13mo posto il vitigno Trebbiano toscano con 111.000 ha. Nella tabella evidenziate le tendenze: in sviluppo Kyoho, Tempranill, Sirah, Sauvignon Blanc e Pinot Noir.

Qui le zone in cui è concentrata la coltivazione dei diversi vitigni.

Italia sul podio della diversità vitivinicola, la palma spetta alla Romania. Nel grafico il numero di diverse varietà coltivate nel 60% delle aree vitate dei Paesi.

 

 

Per quanto rigarda l'Italia invece il primo posto spetta al vitigno Sangiovese con 54.000 ha, seguito dal Montepulciano con 27.000ha e dal Glera. I primi 10 vitigni italiani occupano il 38% della superficie vitata nazionale.

 

 

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