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Ad appena un mese dall'avvio la campagna istituzionale di promozione del vino italiano ha raggiunto già numeri ragguardevoli: sono quasi 78 milioni i punti di contatto raggiunti in Cina. Di questi 44,6 milioni sono stati raggiunti in multichannel  dal piano, ulteriori 33 milioni sono stati i viewer che avevano seguito l'evento di lancio a Pechino il 6 settembre scorso. L'obiettivo, comunque, è di raggiungere in un anno almeno 230 milioni di millennials e wine lovers cinesi per fargli preferire il vino italiano ad altri vini importati. Tenendo ben presente quel che aiuta a vendere il vino in Cina.
 
Il piano, concepito da ICE Agenzia, Federvini, UIV, Federdoc  e finanziato a valere sul Programma Promozionale del MISE, Ministero per lo Sviluppo Economico, fa leva sul concept "Italian wine: taste the passion",  il cui video  è stato appositamente adattato, integrato e tradotto in codici "China friendly". La campagna, della durata di almeno un anno, mira a sostenere la diffusione della consapevolezza presso il consumatore cinese che l'Italia è il primo paese produttore al mondo di vino e quello con la più grande varietà, aiutando una più immediata associazione tra gli assets del Made in Italy e del suo lifestyle, già molto noti e riconoscibili per il consumatore cinese (qualità, bellezza, creatività, unicità, sicurezza e sostenibilità), con il vino italiano. 
 
La campagna media si associa, in amplificazione, alle altre azioni messe in campo da MISE ed ICE, con un approccio di marketing multilevel: 
- la formazione:  sono già stati diplomati oltre 500 esperti cinesi di vino italiano in 14 città della Cina 
- la comunicazione: in pre-heating erano stati già raggiunti oltre 80 milioni di contatti cinesi con gli eventi I love ITAlian wines 
- la promozione vendite:  sono stati realizzati accordi con primaria catena cinese Cofco per promozione in 150 stores fisici di Cina per un anno e sulle relative piattaforme ecommerce sia su Tmall che su JD.com; promozioni con le principali catene di supermercati a Pechino, Shanghai, Canton, Chengdu; il primo round del Vinitaly China Roadshow  (in 3 città a giugno 2018) con seconda edizione già prevista in altre 4 città nel primo semestre 2019.
 
E gli effetti di tale possente piano di promozione non tardano a farsi sentire: in un mercato che sta dando i primi segni di rallentamento generale della domanda, anche per effetto delle guerre commerciali in corso, nel primo semestre 2018 l'Italia del vino è il fornitore europeo che in valore cresce di più (+14,75% in US$, dati Eurostat; la Francia segna +0,24%; la Spagna -5,56%), consolidando così la quarta posizione tra i fornitori. Secondo i dati delle dogane cinesi (fermi però al primo trimestre 2018) il segno positivo arriva al +63%.
 
Scarica qui i dati statistici Eurostat primo semestre in dollari e i risultati media plan mese di settembre.
 

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