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Il 52°Vinitaly ha chiuso i battenti registrando complessivamente 128mila presenze da 143 nazioni, in linea con l’edizione precedente ma aumentando invece la qualità e il numero dei buyer esteri accreditati che quest’anno registrano un significativo +6% per un totale di 32mila presenze. Operatori esteri in crescita soprattutto da Stati Uniti (+11%), Cina (+34%), Nord Europa – Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca (+17%) -, Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%) e triplicati da Israele; mentre la top ten delle presenze assolute sul totale vede primi i buyer da Usa seguiti da quelli provenienti da Germania, Regno Unito, Cina, Francia, Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca), Canada, Russia, Giappone, Paesi Bassi insieme al Belgio. Le misure neoprotezionistiche di Trump quindi non si fanno ancora sentire sul vino e gli Usa si confermano anche il primo cliente per gli acquisti di vino nel 2018, con una crescita del 18% dei consumi di vino Made in Italy, seguiti dalla Germania dove l’aumento è del 12%, e dal Regno Unito. Ma ottimi risultati si registrano anche in Francia (+14%), dove gli acquisti di vino italiano sono peraltro praticamente raddoppiati nel giro degli ultimi 10 anni, nonché sul mercato cinese (+16%) e su quello russo (+9%), nonostante le sanzioni continuino a penalizzare gravemente l’agroalimentare tricolore.

"Ottimi risultati, ma che non devono farci sedere sugli allori – ha commentato Ettore Nicoletto,vicepresidente Gruppo Vini di Federvini –. Dobbiamo unire le forze. Le aziende grandi devono fare da catalizzatori per mettere insieme alcune fasi dell'attività d'impresa e promuovere il Sistema Italia sui mercati più importanti. In alcuni mercati siamo leader, ma in altri, come la Cina, partiamo carichi di uno zaino di inefficienze. La Cina in poco tempo è diventata il quinto Paese a valore per vino importato e il quarto per i consumi, oltre a enormi potenzialità future. Qui noi abbiamo una quota ancora troppo modesta: dobbiamo unirci e proporci sotto un'egida comune per comunicare i tratti caratterizzanti, gli elementi distintivi e i vantaggi competitivi di un Paese straordinario quale è l'Italia". 

Aumentate a Veronafiere anche le aziende espositrici: oltre 4.380 (130 in più dello scorso anno) da 36 paesi. A Vinitaly and the City, infine, quasi 60 mila appassionati e wine lover tra Verona e i tre borghi storici della provincia: Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave.

 

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